Pensioni anticipate ultime notizie: la vera strategie che sarà adottata non è quella annunciata finora e promessa

La riforma pensioni è fortemente influenzata sia da contingenze economiche si da fattori politici. Quali cambiamenti mettere in conto?

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Quale riforma pensioni per l'Italia? Quali sono le novità da mettere in conto alla luce delle ultime notizie? Sono diversi i piani su cui va inquadrata la situazione. In prima battuta c'è quello economico, secondo cui il governo Renzi, anche per via delle pressioni di Bruxelles a mantenere i conti in ordine, non dispone di spazi ampi in cui muoversi. In realtà si tratta di un cane che si morde la coda poiché solo con le riforme, tra cui quella delle pensioni per favorire il ritiro con qualche anno di anticipo rispetto alla tabella di marcia così da favorire la staffetta generazionale, è possibile innescare una circuito virtuoso.

Poi c'è il piano politico, rispetto al quale il premier Renzi, alla luce dei risultati delle ultime elezioni regionale ovvero della perdita di due milioni di voti, si trova costretto a dialogare con la minoranza del suo partito. Si tratta di quella più sensibile ai temi sociali. Ma la chiave del cambiamento potrebbe passare dal piano di riforma pensioni che entro la fine del mese sarà presentata da Tito Boeri. Tra le soluzioni che potrebbero trovare spazio ci sono l'introduzione dell'assegno universale, il ricalcolo dell'assegno previdenziale per tutti con il metodo contributivo, l'implementazione del prestito previdenziale a favore degli over 55 senza lavoro e senza pensione.

Nel frattempo Boeri ha detto no alla staffetta generazionale "se fatta per legge" poiché si rivelerebbe "molto costosa e distorsiva". Due anni fa l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ha iniziato un programma di studio interdisciplinare (psicologi, economisti, statistici, sociologi). Dai risultati della ricerca (dal titolo "Non mi ritiro - L'allungamento della vita, una sfida per le generazioni, un'opportunità per la società") è emerso che l'Italia, uno dei Paesi più longevi e con maggior riduzione della natalità, risulta tra gli Stati in cui l'età di uscita dal periodo pienamente adulto è maggiormente slittata in avanti, anche ben oltre i 70 anni.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il