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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: interventi negativi per quota 100,mini pensione Poletti, Padoan, Renzi

Rimandati ancora piani di prepensionamento per i lavoratori che vogliono lasciare prima il lavoro ma più possibilità di interventi negativi: le ultime notizie




Gli attesi piani di prepensionamento per tutti i lavoratori probabilmente non saranno al momento fattibili: lo aveva lasciato intendere il ministro del Lavoro Poletti, la scorsa settimana in audizione in Aula, e lo ha confermato il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ieri in Commissione Lavoro. Le novità e ultime notizie attestano infatti una spesa troppo alta per l’applicazione di quota 100, mini pensione o piano di Damiano-Baretta di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, costi che il governo ora non può permettersi di sostenere.

Boeri ha, infatti, precisato che per il piano Damiano-Baretta di pensione a 62 anni servirebbero fino a 8,5 miliardi di euro, che salirebbero a 10,6 miliardi di euro, fino al 2019, per il piano di uscita con quota 100. Possibilità invece di conferma della proroga per il contributivo donna ma fino a fine 2015 e non oltre, come aveva per esempio chiesto la Lega, con la proposta di rinvio al 31 dicembre 2018.

E mentre nessuna parole è stata detta in merito all’assegno universale, sembra, invece, che per iniziare ad intervenire sull’attuale legge  pensionistica si debba effettivamente partire da quei tagli a baby pensioni, pensioni di invalidità, cumulo, reversibilità, e dal ricalcolo contributivo, così come spesso ribadito da premier Renzi e commissario per la spending review Gutgeld.

A maggior ragione dopo le ultime dichiarazioni del ministro dell’Economia Padoan, sull’effettiva validità di un calcolo pensionistico con sistema contributivo. Se finora, infatti, Padoan ha sempre sostenuto che non si sarebbero dovuti toccare i diritti acquisiti, intervenuto durante il Festival dell’Economia di Trento, ha spiegato, infatti, che i veri diritti acquisiti “sono solo quelli basati sui contributi”, parole che fanno capire che un assegno calcolato con il sistema retributivo potrebbe essere modificato e non certo in senso positivo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il