BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Imu e Tasi: prima casa, seconda, casa, box tutte città e Roma, Genova. Calcolo e pagamento casi particolari, esenzioni, detrazioni

Calcolo e pagamento prima rata di acconto Imu e Tasi 2015 a Roma, Cagliari, Genova: come fare, aliquote da considerare e come effettuare versamento




Solo una settimana ancora di tempo per effettuare i calcoli di quanto versare di acconto Imu e Tasi 2015. E’ bene consultare la delibera comunale della propria città per verificare le aliquote da considerare per il calcolo, visto che non tutti hanno deliberato le novità 2015. A Roma, per esempio, restano in vigore le aliquote 2014: quelle Imu del 5 per mille la prima casa rientrante nella categoria catastale A1, A8 e A9 con detrazioni di 200 euro, e del 10,6 per mille per altri immobili.

Per quanto riguarda la Tasi, invece, le aliquote restano al 2,5 per mille per l’abitazione principale (categoria catastale da A2 ad A7), all’1 per mille per l’abitazione principale e relative pertinenze classificate nelle categorie catastali A/1, A/8, A/9, e allo 0,8 per mille per tutti gli altri immobili, con detrazioni modulate sulla rendita catastali e che sono di 110 euro per immobili con rendita fino a 450 euro, 60 per la rendita tra 451 e 650 euro e 30 euro per immobili con rendita fra 651 e 1.500 euro. Per gli inquilini che vivono in affitto è previsto il pagamento di una quota della Tasi pari al 20% dell’imposta totale e il restante 80% è a carico del proprietario.

Aliquote 2014 in vigore ancora per gli acconti Imu e Tasi 2015 anche a Genova, dove l’aliquota Imu resta allo 0,96% su tutti gli immobili, mentre l’aliquota Tasi sulle prime case al 3,3 per mille e sono confermate anche le dell’anno scorso, che sono decrescenti in base alla rendita catastale. Previste poi detrazioni di 114 euro per rendite catastali fino a 500 euro, di 80 euro per rendite da 500 a 700 euro, di 50 euro per rendite da 700 a 900 euro, di 50 euro oltre i 900 euro solo per le famiglie con un Isee pari o sotto i 15 mila euro. Previste anche detrazioni per le famiglie con figli a carico inferiori ai 26 anni. L’aliquota Imu per seconde case e altri immobili resta al 10,6 per mille.

Il Comune di Cagliari ha invece deliberato le nuove aliquote 2015 valide per il calcolo della prima rata dell’Imu e della Tasi 2015: in particolare, le novità riguardano la Tasi. Nel caso, infatti, di immobili in affitto, il Comune ha previsto la suddivisione della Tasi complessivamente dovuta tra il prioritario per un 85% e l'affittuario al 15%.

Per calcolare l’acconto sia di Imu che di Tasi si rivaluta la rendita catastale del 5%, si moltiplica il risultato per i coefficienti degli immobili per cui si paga e al risultato ottenuto si applicano le aliquote Imu e Tasi del proprio comune e, nel caso della Tasi, si devono sottrarre eventuali detrazioni. Per il versamento, invece, che spetta solo ai proprietari nel caso dell’Imu, sia a proprietari che inquilini nel caso di immobili in affitto per la Tasi, si paga con bollettino postale o con modello F24. Prima di procedere al pagamento è bene conoscere tutti i casi particolari che definiscono chi deve pagare.

Il contribuente, infatti, non è tenuto ad alcun pagamento Tasi se l’anno scorso il Comune ha deliberato un’aliquota pari a zero; nel caso di anziani e disabili proprietari di immobili residenti in strutture sanitarie o case di cure, si paga la Tasi sulla base all’aliquota deliberata dal proprio Comune di residenza; nei casi di divorzi e separazioni, paga la Tasi solo ed esclusivamente il coniuge cui viene affidata la casa coniugale con decisione del tribunale; nei casi di  locazione finanziaria, paga la Tasi l’affittuario a partire dalla data di stipula del contratto e per tutta la sua durata; nei casi di comproprietà, pagano la Tasi i due o più proprietari dell’immobile in base alle quote di possesso dell’immobile.

Nel caso, invece, di immobili concessi in comodato ai parenti in linea diretta di primo grado, è necessario sempre consultare le delibere dei proprio Comuni per capire le regole stabilite. I singoli Comuni possono decidere di equiparare ad abitazione principale gli immobili concessi in comodato a parenti in linea diretta entro il primo grado, a condizione che questi ultimi le usino proprio come abitazioni principali. L'assimilazione, in base a quanto deciso dal Comune, può valere limitatamente alla quota di rendita risultante in catasto non eccedente il valore di euro 500; o senza alcun limite di rendita nel caso in cui il comodatario faccia parte di un nucleo familiare con Isee non superiore a 15.000 euro annui.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il