Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: quota 100,assegno universale,mini pensioni in documenti europei nuovi contrastanti

Documenti europei in netta contraddizione anche su indicazioni per agire sull’attuale legge pensioni: cosa prevedono e ultime notizie

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Prima il documento congiunto presentato dai ministri per gli affari europei di Italia, Germania, Francia,  Repubblica Ceca e Slovacchia che sostiene la necessità di cambiamenti per welfare e pensioni, poi la bozza con le linee guida definite dai presidenti della Bce, Draghi, della Commissione Ue, Juncker, del Consiglio europeo, Tusk e dell’Eurogruppo, Dijselbloem per il rilancio dell’Eurozona che prevedono innanzitutto maggiori controlli sulle riforme e sui conti pubblici per arrivare entro il 2019, ad un'eurozona che sostenga socialmente i suoi cittadini attraverso un proprio bilancio e un Fondo monetario europeo per sopperire alle crisi finanziarie: sono questi i due documenti che dovrebbero dare indicazioni anche sulle pensioni ma in netta contraddizione.

C’è chi, infatti, sostiene che sia necessario fare subito interventi e chi, invece, ritiene sia meglio attendere qualche tempo, anche anni, per capire come intervenire magari in condizioni economiche migliori. Se, infatti, i ministri europei hanno lasciato chiaramente intendere che una delle strade per uscire dalla crisi è quella del rilancio dell’occupazione giovanile, strada percorribile in Italia solo attraverso modifiche pensionistiche che, basandosi su piani di prepensionamento, come con quota 100, mini pensione o a 62 anni di età con 35 anni di contributi, senza dimenticare l’assegno universale già esistente in quasi tutti gli altri Paesi europei, l’altro documento europeo ha un diverso orientamento.

Guarda, infatti, più allo sviluppo della moneta unica, precisando però che nei primi anni di lavoro ci saranno conti ancora più stringenti da rispettare, per poi successivamente arrivare alla costituzione di una base anche sociale dell'Europa con ammortizzatori, aiuti, pensioni. Il che significa rimandare eventuali modifiche sull’attuale legge pensionistica, e di quanto non si sa, ma certamente fino a quando non si verificheranno quelle condizioni sociali atte a novità.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il