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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma: quota 100, mini pensioni, assegno universale sono solo l'inizio indicano nuovi dati

Chiare situazioni di difficoltà di conti pubblici impediscono modifiche a pensioni: necessaria però una riforma completa anche del welfare. Situazione e ultime notizie




Le novità e ultime notizie, nonostante ostacoli, problemi e contraddizioni, dimostrano come modificare l’attuale legge pensionistica rendendo più morbidi i requisiti di accesso ai trattamenti previdenziali con piani di uscita con quota 100, mini pensione, o a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, sia solo l’inizio di una riforma di più ampio respiro che coinvolga non solo pensioni, ma l’intero sistema welfare e l’assistenza sociale a 360 gradi. Si tratta di una necessità emersa dagli ultimi dati su sistema pensionistico e sistema sanitario, che evidenziano una profonda crisi di entrambi i comparti.

Secondo gli ultimi dati del Censis, innanzitutto, a causa del nuovo sistema contributivo, circa il 65% dei giovani occupati dipendenti che oggi hanno tra i 25 e i 34 anni avrà una pensione sotto i mille euro. Si tratta di una stima che riguarda i 3,4 milioni di giovani che oggi sono ben inseriti nel mercato del lavoro, con contratti standard. Ci sono, infatti, 890.000 giovani tra 25 e i 34 anni con contratti di collaborazione o lavoratori autonomi, e poi ci quasi 2,3 milioni di Neet, che non studiano nè lavorano e che, secondo il Censis, saranno gli anziani poveri di domani.  Cresce, inoltre, e in maniera vertiginosa, la spesa pensionistica, dovuta in parte alla spesa assistenziale.

Passando, invece, ai dati sulla spesa sanitaria, si evincono costi altissimi, considerando che in parte il sistema sanitario è già sostenuto dalle tasse pagate dai cittadini, e lunghissimi tempi di attesa, che costringono nella maggior parte dei casi, e soprattutto chi può permetterselo, a rivolgersi a strutture provate. Per esempio, è emerso che servono 20 giorni in più per una risonanza magnetica al ginocchio (da 45 a 65 giorni), 12 giorni in più per una ecografia dell’addome (da 58 a 71), 10 giorni in più per una colonscopia (da 69 a 79) e che una colonscopia senza biopsia nel pubblico costa mediamente 56 euro di ticket e richiede 3 mesi di attesa che possono diventare anche 6 mesi spostandoci nel Centro Italia, o costa 224 euro nel privato con una settimana di attesa; per una risonanza magnetica al ginocchio nel pubblico bisogna pagare un ticket di 63 euro e si potrebbero aspettare fino a 74 giorni. In tutto la spesa sanitaria pubblica supera i 110 miliardi di euro.

E’ chiaro, dunque, come l’intero sistema debba essere rivisto e, soprattutto, essere rimesso in equilibrio garantendo, però allo stesso tempo grande ed efficiente operatività e, paradossalmente, nonostante le evidenti difficoltà non sembra si possa lavorarci su adesso, servirebbe anche l’appoggio dell’Ue, ancora lontana dalla filosofia di lavoro pensionistico dell’Italia, ma che sostiene l’assegno universale, seppur costoso.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il