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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità assegno universale più costoso, rischioso preferito a quota 100

Continuano ad arrivare novità e ultime notizie contrastanti e paradossali sulla questione previdenziale: situazione attuale tra assegno universale e prepensionamenti




Continuano ad arrivare novità e ultime notizie contrastanti e paradossali sulla questione previdenziale: mentre partiti politici e forze sociali lavorano ormai da mesi con l’obiettivo di modificare i requisiti pensionistici imposti dall’attuale riforma pensioni, Ue e altri organismi europei continuano a ritenere che non siano ancora maturi abbastanza i tempi in Italia per modificare le pensioni in tal senso, tanto che l’ultimo documento europeo, nelle linee guida della sua bozza, blocca al momento  nuove politiche sociali. Tuttavia, è proprio in questo quadro proibizionistico che, invece, tutti, compresa l’Ue, sembrano d’accordo sull’approvazione dell’assegno universale. Il motivo fondamentale di queste posizioni è che si tratta di una misura già presente in quasi tutti gli altri Paesi europei e che manca solo in Italia, ma in realtà appoggiarne l’introduzione risulta piuttosto paradossale.

Durante l’audizione di mercoledì scorso in Commissione Lavoro, il presidente dell’Inps Boeri ha spiegato che sarebbe impossibile ad oggi introdurre quei piani di prepensionamento al vaglio, perché troppo costosi. Servirebbero, infatti, circa 8,5 miliardi di euro per l’uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e addirittura 10,6 per la quota 100. Il paradosso per l’assegno universale risiede proprio nei costi: secondo, infatti, alcune stime Istat, il suo costo si aggirerebbe intorno ai 14,9 miliardi di euro dall'Istat, che potrebbe arrivare anche a 23,5 miliardi di euro.

E non solo: a differenza dei vantaggi occupazionali che potrebbero garantire i piani di prepensionamento, l’assegno universale non aumenterebbe il lavoro. Tutt’altro: potrebbe anche avere conseguenze negative, considerando che in alcuni Paesi come Australia, Usa, Regno Unito ci sono persone che si vivono esclusivamente di assegno universale e non cercano più un lavoro o lavorano in nero. I prepensionamenti, al contrario,m pur se costosi, avrebbero quanto meno un impatto positivo sul turn over sostenendo produttività e competitività.

Quindi, è paradossale che si appoggi, anche se per garantire equità e tranquillità sociale (e quindi una ripresa dei consumi ) in un momento di deficit così alto in cui sarebbe più opportuno investire eventuali risorse per prendere altre decisioni come quota 100 o mini pensione, che favorirebbero l’occupazione. Anche perchè la situazione economica attuale risulta piuttosto complessa, confermata anche dal fatto che il ministro dell’Economia Padoan ha comunicato di dover aggiornare il Def, a seguito della sentenza dell’Alta Corte sui risarcimenti ai pensionati, con nuovi numeri.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il