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Imu 2015 e Tasi 2015: multe, sanzioni per pagamento in ritardo o errori. Domande e risposte prima casa, terreni, seconda casa

Mancano ormai solo pochi giorni al termine di scadenza del pagamento degli acconti Imu e Tasi 2015: come fare per singoli pagamenti e calcoli




AGGIORNAMENTO: Multe e sanzioni per ritardi o errori nel pagamento dell'Imu 2015 e Tasi 2015 e come fare a procedere nel ricalcolo e compilazione f24 con codici tributi per ravvedimento in questo articolo

Mancano due giorni alla scadenza del pagamento degli acconti Imu e Tasi 2015. L’appuntamento per tutti i contribuenti italiani è fissato per martedì 16 giugno. Vediamo di chiarire modalità di calcolo delle imposte sulla casa.

Quali sono le regole da seguire per effettuare il calcolo degli acconti Imu e Tasi 2015?

Per calcolare gli acconti Imu e Tasi si parte sempre dalla rivalutazione della rendita catastale del 5%, si moltiplica il risultato per i coefficienti degli immobili per cui si paga e al risultato ottenuto si applicano le aliquote Imu e Tasi del proprio comune. Alla cifra ottenuta bisognerà sottrarre eventuali detrazioni previste.

Quali sono le aliquote da considerare?

Le aliquote da considerare per il calcolo degli acconti in scadenza il 16 giugno sono quelle deliberate da ogni singolo Comune. I cittadini pertanto devono fare riferimento alla delibera del proprio Comune di residenza e verificare se sono state deliberate le nuove aliquote 2015 o se bisogna considerare le vecchie aliquote 2014. Tra i Comuni che hanno deliberato le nuove aliquote 2015 Asti, Bergamo, Modena, Bologna, Cagliati, Firenze, Rimini, Sondrio, Brescia, Ancona, Verona,  Livorno, Reggio Emilia, Sassari, Mantova, Padova, Rovigo.

Quali sono invece i coefficienti degli immobili da considerare per il calcolo?

I coefficienti da considerare sono: 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A, con esclusione della categoria catastale A/10 e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7; 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B, e nelle categorie C/3, C/4 e C/5 (laboratori artigianali, palestre (senza fini di lucro), stabilimenti balneari); 80 per i fabbricati classificati nella categoria D/5 (istituti di credito, cambio, assicurazione) e per i fabbricati classificati nella categoria catastale A/10 (uffici e studi privati); 65 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D (capannoni, alberghi, cinema, ecc.); 55 per i fabbricati classificati nella categoria C/1 (negozi).

Chi paga il 16 giugno e chi no?

Pagano sia proprietari che inquilini: in particolare l’Imu spetta esclusivamente ai proprietari mentre la Tasi viene divisa tra proprietari e inquilini cui spetta il pagamento della cifra totale da versare in un percentuale compresa tra il 10 e il 30% del totale. Continuano a non pagare l’Imu prima casa e pertinenze (cantine, box, solai) e terreni agricoli dei Comuni montani, mentre pagano tutti i proprietari di tutti gli altri immobili, seconda casa, immobili commerciali, terreni. Pagano, invece, la Tasi proprietari e inquilini di tutti gli immobili, prime case e pertinenze comprese, mentre ne sono esenti gli immobili posseduti dallo Stato; i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali, gli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle regioni, dalle province, dai comuni, dalle comunità montane, dagli enti del servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali; gli immobili destinati esclusivamente all’esercizio del culto.

Si pagano Imu e Tasi sui terreni agricoli e non?

Si. In particolare la Tasi si versa su tutti i tipi di terreni, mentre l’Imu si versa regolarmente sui terreni non montani. Sono invece esenti dal pagamento Imu solo i terreni agricoli situati nei Comuni montani secondo la classificazione Istat, e i terreni agricoli, ed anche non coltivati, che si trovano nei Comuni delle isole minori. Previste esenzioni per i terreni agricoli situati in Comuni parzialmente montani, che vengono definite in base al possesso dei terreni da parte di un coltivatore diretto o imprenditore agricolo iscritto alla previdenza agricola: si paga regolarmente se il terreno è di proprietà di un soggetto diverso da CD o IAP, ma le novità ufficiali prevedono esenzioni nel caso di concessione in comodato o in affitto a CD o IAP. L’esenzione vale se il possessore risulti egli stesso un CD o IAP iscritto alla previdenza agricola. L’importo della detrazione è fissa per il singolo CD o IAP, indipendentemente dal numero di terreni condotti e dalla percentuale di possesso degli stessi.

Come si calcola l’Imu sui terreni agricoli?

Per il calcolo Imu sui terreni agricoli, si parte dal reddito dominicale che deve essere prima rivalutato del 25 % e, poi, moltiplicato per 110, mentre per gli altri terreni agricoli, nonché per quelli non coltivati, il reddito dominicale è prima rivalutato del 25% e, poi, moltiplicato per 135.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il