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Imu e Tasi: oggi ultimo giorno prima multe. Come pagare prima, seconda casa. Calcolo F24 e compilazione. E sanzioni per errori

Martedì 16 giugno milioni di proprietari di immobili e inquilini sono chiamati a pagare la prima rata di acconto di Imu e Tasi 2015: cosa sapere




Martedì 16 giugno sono chiamati a pagare la prima rata di acconto dell’Imu i proprietari di seconde abitazioni e prime case di lusso, terreni, immobili commerciali, e della Tasi tutti i proprietari e gli inquilini di tutti gli immobili, prime case e relative pertinenze comprese. A creare ancora confusione le delibere comunali, giacchè non tutti i Comuni hanno deciso le nuove aliquote di pagamento 2015. In molti, infatti, il calcolo degli acconti Imu e Tasi 2015 si effettua sulla base delle vecchie aliquote 2014. Secondo le stime della Uil, il costo medio complessivo della Tasi, calcolato per tutti comuni italiani, è pari a 180 euro, di cui 90 da pagare entro martedì, cifra che sale a 230 euro di media nelle città capoluogo dove si può arrivare anche a 403 euro. Secondo la Cgia di Mestre l’acconto medio nei capoluoghi sarà di circa 115 euro.

Rispetto all’anno scorso non vi è alcuna novità per quanto riguarda le regole di calcolo e pagamento delle imposte sulla casa, il che significa che coloro che hanno preso dimestichezza con i calcoli non avranno problemi. Ricordiamo che comunque si parte, sia per Imu che per la Tasi, dalla rendita catastale, che deve essere rivalutata del 5%, il risultato moltiplicato per il coefficiente del proprio immobile e alla cifra che si ottiene devono essere applicate le singole aliquote Imu e Tasi. Nel caso in cui il proprio Comune abbia deliberato detrazioni, dovranno essere sottratte al risultato finale.  

Sussistono, comunque, sempre, casi particolari da considerare: per la Tasi, infatti, nei casi di divorzi e separazioni, paga solo il coniuge cui viene affidata la casa coniugale con decisione del tribunale; nei casi di  locazione finanziaria, poi, paga la Tasi l’affittuario a partire dalla data di stipula del contratto e per tutta la sua durata; nei casi di anziani e disabili proprietari di immobili ma residenti in strutture sanitarie o case di cure si paga regolarmente la Tasi sull’aliquota deliberata dal proprio Comune di residenza; e nei casi di comproprietà, pagano la Tasi i due o più proprietari dell’immobile in base alle quote di possesso dell’immobile.

C’è poi il caso degli immobili concessi in comodato ai parenti in linea diretta di primo grado, i singoli Comuni possono decidere di equiparare ad abitazione principale gli immobili concessi in comodato a parenti in linea diretta entro il primo grado, a condizione che questi ultimi le usino proprio come abitazioni principali. L'assimilazione, secondo quanto stabilito dal Comune, può valere limitatamente alla quota di rendita risultante in catasto non eccedente il valore di euro 500; o senza alcun limite di rendita nel caso in cui il comodatario faccia parte di un nucleo familiare con Isee non superiore a 15.000 euro annui.

Restano poi sempre due le modalità di pagamento:  con bollettino postale, che si trova in tutti gli uffici postali, o modello F24. I bollettini postali si trovano presso tutti gli uffici postali, in parte già precompilati e che dovranno essere completati inserendo tutti i propri dati anagrafici  e le informazioni fondamentali sull’immobile per il quale si paga l’imposta. Chi invece sceglie di pagare con modello F24, che permette di avere compensazioni future con il fisco, deve innanzitutto conoscere i codici tributo che per l'Imu sono 3912 per l’abitazione principale e pertinenze, 3914 per i terreni, 3916 per le aree fabbricabili, 3918 per altri fabbricati, 3925 per immobili a uso produttivo allo Stato e 3930 per immobili a uso produttivo al Comune; e per la Tasi sono 3958 per l’abitazione principale e pertinenze, 3959 per i fabbricati rurali strumentali, 3960 per le aree fabbricabili e 3961 per gli altri fabbricati.

Ricordiamo che per i pagamenti sopra i mille euro si può usare solo il modello telematico. Sia per Imu che per Tasi, nella ‘Sezione imu e altri tributi locali’ in corrispondenza della colonna ‘importi a debito versati’ bisogna indicare i rispettivi codici sopra riportati, poi nello spazio ‘codice ente/codice comune:’, il codice catastale del comune dove sono situati gli immobili, reperibile nella tabella pubblicata sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it; barrare lo spazio ‘acc’ che si riferisce all'acconto; nello spazio ‘numero di immobili’ bisogna indicare il numero degli immobili (massimo 3 cifre); nello spazio ‘anno di riferimento’ indicare l'anno d'imposta cu si riferisce il pagamento. In questo caso 2015.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il