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Pensioni vecchiaia, donne, uomini Governo Renzi: riforma novità resoconto sindacati incontro. E tribunali, parlamento prossimi

Attesi prossimi incontri sulle pensioni per capire quali potrebbero essere le novità future: appuntamenti in programma e cosa prevedono




AGGIORNAMENTO: Novità e ultime notizie per quanto riguarda l'incontro che è avvenuto oggi tra sindacati e Governo sulla riforma delle pensioni. 
Secondo quanto riferito il Governo Renzi ha spiegato di voler individuare 4-5 temi fondamentali per portali in Manovra Finanziaria.
E per fare questo, anche con la collaborazione dei sindacati, è stato deciso di riaprire un tavolo continuativo di confronto, che era stato chiuso ai tempi di Monti.
Ogni mese, circa ci sarà un incontro, e il prossimo sarà il 16 Luglio, data in cui si è deciso che entrambe le parti porteranno nuovi documenti.
Da sottolineare che nell'incontro avuto si è parlato di come affrontare il problema della rivalutazione delle pensioni e del rimborso dell'Alta Corte, ma non di pensioni anticipate o quota 100, contributivo, mini pensione, assegno universale che saranno argomenti di prossimi incontri. Quando e come è da definire.

Le novità e ultime notizie sulle pensioni sono particolarmente attese: l’attesa è soprattutto per capire quando e se effettivamente potranno essere modificati quei rigidi requisiti richiesti oggi per l’acceso alla pensione finale. Dopo l’ultimo intervento di Tito Boeri in Commissione Lavoro, le prospettive non sembrano poi così rosee. Il presidente dell’Inps ha, infatti, escluso al momento la possibilità di poter intervenire con piani di prepensionamento perché, nonostante le penalizzazioni che richiedono, risulterebbero comunque troppo costosi. E si tratta di avere disponibilità di quelle risorse economiche di cui lo Stato non dispone.

Si tratta di parole che lasciano ben capire come eventuali cambiamenti pensionistici potrebbero partire da quegli interventi negativi e tagli, nonché dal ricalcolo contributivo, necessari per mettere da parte quei soldi che consentirebbero di intervenire in modo positivo in un secondo momento. Indicazioni in tal senso potrebbero arrivare anche dalla prossima sentenza attesa dall’Alta Corte il prossimo 23 giugno sulla legittimità costituzionale del blocco della contrattazione nel pubblico impiego, sentenza che avrebbe un impatto forte sui conti pubblici.

Si tratta, infatti, sentenza che avrebbe un impatto non indifferente sui costi, perché  se passasse non avrebbe un costo inferiore ai 35 miliardi di euro, con un effetto strutturale di circa 13 miliardi di euro, dal 2016, il che chiaramente significherebbe chiudere al momento le porte ad ogni novità pensionistica. Ma sarà necessario capire cosa accadrà anche domani, lunedì 15 giugno, quando si terrà il nuovo incontro tra sindacati e ministro del Lavoro Poletti.

Intanto dal Tar del Lazio si attendono novità per quanto riguarda il contributivo donna: l’attesa è per la conferma della proroga di tale regime di uscita dal lavoro al 31 dicembre 22015, considerando che al momento tutto è ancora bloccato per una serie di difficoltà, come spiegato dal ministro Poletti, di interpretazione di una norma che però già esiste, era già in vigore e per cui si attendono solo eventuali rinvii, o meno. Se la proroga fosse approvata, le donne lavoratrici avrebbero ancora possibilità di andare in pensione fino alla fine di quest’anno a 57 anni di età, o 58 se autonome, con 35 anni di contributi e una pensione finale calcolata esclusivamente con sistema contributivo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il