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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: Corte dei Corti indica nuove leggi sociali. Ritorna ipotesi decreto previdenza

Si torna a parlare di decreto previdenza, da sempre nelle intenzioni del premier Renzi. Continuano ad arrivare sollecitazioni per interventi sociali: le novità




Si torna a parlare di decreto previdenza, quel piano di interventi al vaglio del premier Renzi già tempo fa, atteso prima per l’inizio dell’anno, poi per questo mese di giugno, poi rimandato ancora, decreto che mira a rivedere tutto il comparto previdenziale, puntando anche ad una divisione tra spesa pensionistica e spesa assistenziale, ad una revisione delle circa 52 tipologie di detrazioni e agevolazioni previste per le famiglie, comprese quelle sanitarie.

Ma non solo: proprio nel decreto previdenza, secondo quanto inizialmente previsto, avrebbero dovuto essere contenuti anche quegli interventi negativi e tagli a baby pensioni, pensioni di reversibilità, guerra, invalidità, cumulo, pensati per recuperare soldi da usare poi in altri interventi pensionistici, così come quell’assegno universale destinato agli over 55. Nonostante si sia continuato a parlare di questi singoli interventi, è tramontata l’ipotesi del decreto previdenza ma negli ultimi giorni è stato sollecitato un nuovo intervento, a seguito della presentazione del ‘Rapporto sullo Stato Sociale 2015’, del professor Felice Roberto Pizzuti della facoltà di Economia dell’Università La Sapienza.

In quella sede la presidente della Camera Boldrini ha parlato dell’assegno universale come “assoluta priorità”, soprattutto considerando gli effetti della crisi e l’aumento della disoccupazione. Sono stati dunque sollecitati novità su welfare e pensioni per far ripartire la crescita, insieme alle necessarie modifiche degli attuali requisiti richiesti per l’accesso alla pensione.

A spingere verso necessari cambiamenti anche l'ultimo rapporto di Finanza pubblica della Corte dei Conti, secondola recessione in Italia sarebbe passata ma per perseguire una crescita costante servono riforme profonde, che prevedano interventi profondi ‘capaci di rialzare le dinamiche della produttività totale dei fattori’. La Corte sottolinea anche come ‘nell'ultimo trimestre sono emersi evidenti segnali di superamento della lunga recessione grazie anche a eventi esterni: dal calo del prezzo del petrolio a quello dei tassi fino al deprezzamento dell'euro’. Questi risultati portano a considerare più probabile di raggiungere i risultati attesi dal Def per una crescita del Pil dello 0,7% nel 2015 e dell'1,3% nel 2016.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il