Borsa italiana: il segmento Star continua a crescere e numerose società ne richiedono l'inserimento

Secondo l'amministratore delegato di Borsa Italiana non c'è da preoccuparsi del pesante storno dei mercati dei giorni scorsi



Milano, piazza Affari - "Una semplice correzione". Secondo l'amministratore delegato di Borsa Italiana non c'è da preoccuparsi del pesante storno dei mercati dei giorni scorsi. Liquida il problema in poche battute e passa al bilancio di questa edizione della Star Conference. Finirà domani, ma i numeri sono già tutti pronti e l'ad di Borsa li snocciola con un certo orgoglio.

Sono 71 le società presenti all'evento, e gli incontri organizzati tra le compagnie e gli investitori hanno raggiunto quota 830. In pratica una media di 11-12 incontri per ciascuna società. "Che il numero sia alto è chiaramente visibile dai volti degli amministratori delle società" ha commentato con un sorriso Capuano. Ma le richieste erano addirittura il doppio: 1500 sono stati gli incontri richiesti. "Questo vuol dire che c'è molto interesse", ha aggiunto l'ad di Borsa.

La case di investimento presenti quest'anno sono 120 (contro le 95 dell'edizione passata), ma il dato più interessante è che due su tre (cioè 79) sono straniere.

Per quanto riguarda il segmento Star, Capuano sottolinea che le società quotate hanno avuto avuto in media un crescita di fatturato dell'11% e di mol del 16%, a fronte di una capitalizzazione di mercato che è gonfiata in media del 22 per cento. Insomma, la quotazione segue i fondamentali. E questa, dice l'ad, "è una garanzia per gli investitori".

È da rilevare poi che a fine 2001, al debutto, il segmento contava 37 società quotate e una capitalizzazione di 8,2 miliardi di euro. Oggi ne conta 77, per una capitalizzazione di 26,6 miliardi. Secondo Borsa Italiana "Star è stabilmente il segmento di mercato più liquido in Europa per le società con capitalizzazione fino a un miliardo di euro. Nel 2001 - continua la nota - il controvalore medio giornaliero scambiato su ogni titolo era di circa 450mila euro, mentre nel 2006 è cresciuto a 1,6 milioni di euro".

A proposito infine della ipo di Borsa, di cui si era più volte parlato negli ultimi mesi, Capuano ha escluso ogni possibilità a breve: "Non abbiamo nessun progetto di ipo in questo momento. La nostra priorità è la crescita della Borsa così com'è" attraverso "pesanti investimenti in tecnologia". L'ad ha spiegato che "i programmi di inizio 2006" sono si sono arenati insieme alla "creazione di una borsa paneuropea", riferendosi ai negoziati con Euronext e Deutsche Boerse conslusi poi in un nulla di fatto.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il