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Pensioni anzianità e vecchiaia riforma Governo Renzi: novità Corte dei Conti sostiene nuove leggi e interventi

Novità e ultime notizie sulla riforma pensioni arrivano in maniera indiretta dal Rapporto 2015 sulla finanza pubblica della Corte dei Conti.




Sono due i segnali lanciati dalla Corte dei Conti nel Rapporto 2015 sulla finanza pubblica che possono avere dirette conseguenze sulla riforma pensioni. Il primo è il superamento della fase economica più difficile: "Nell'ultimo trimestre sono emersi evidenti segnali di superamento della lunga recessione". Ecco allora che potrebbero aprirsi nuove prospettive per modificare l'attuale impianto previdenziale. Il secondo, non meno importante, è l'invocazione di un patto sociale "che leghi i cittadini all'azione di governo e che abbia al proprio centro una riorganizzazione dei servizi welfare". Il motivo è semplice: per garantire "un duraturo controllo sulle dinamiche di spesa".

Può allora ritornare di attualità quel decreto previdenza di cui si parla da tempo. Tra le soluzioni proposte per cambiare le regola attuali ci sono il congedo a 62 anni di età con 35 anni di contributi, secondo una tabella di incentivi e penalizzazioni, il prestito previdenziale, proposto dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, con cui dare l'opportunità del ritiro agli over 55 disoccupati, l'introduzione della cosiddetta quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione.

Per ora il governo ha dato il via libera ai nuovi decreti attuativi della riforma del lavoro. Le novità sono 3. La prima è la durata massima della cassa integrazione che si dimezza a 24 mesi in un quinquennio mobile, ma si può arrivare fino a 36 mesi se si utilizzano i contratti di solidarietà. La seconda è la diminuzione del 10% dell'aliquota del contributo ordinario pagato dalle aziende su ogni lavoratore, a prescindere dall'utilizzo che poi si fa della Cassa ordinaria e straordinaria. La terza è la previsione di un meccanismo di bonus malus: chi più usa più paga. Il contributo extra, a carico delle imprese, varia dal 9 al 15% della retribuzione persa per i periodi di cassa integrazione. Da segnalare, infine, che la cassa integrazione viene estesa per la prima volta anche alle piccole imprese sopra i 5 dipendenti dell'artigianato e del commercio, previo versamento di un contributo al Fondo di integrazione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il