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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi quota 100, contributivo, mini pensione appaiono ferme e in declino

Si continua a discutere su modifiche necessarie all’attuale riforma pensioni, le ipotesi di intervento ci sono ma tutto p ancora fermo: motivi, ultime notizie e prospettive




Si continua a discutere su modifiche necessarie all’attuale riforma pensioni, le ipotesi di intervento ci sono, piani ben definiti anche, e che potrebbero tra l’altro garantire vantaggi, da quota 100, a mini pensione o prestito pensionistico, a contributivo, la volontà c’è ma tutto è ancora bloccato come confermano le novità e ultime notizie.

Proseguono, infatti, da mesi i dibattiti sulla questione previdenziale, partiti politici e forze sociali si battono perché la legge attuale venga modificata, soprattutto per quanto riguarda i requisiti imposti per l’accesso alla pensione, ma mancano le risorse economiche necessarie, manca l’appoggio del Mef e manca anche l’approvazione dell’Ue. Anche il presidente della Bce Draghi ha chiaramente lasciato intendere di essere contrario a modifiche pensionistiche.

E tutto dunque resta ancora in ballo. I conti italiani continuano inoltre a peggiorare, spesa pensionistica e spesa previdenziale sono decisamente in crisi, il ministro dell'Economia Padoan ha dichiarato di essere pronto ad aggiornare il Def, dopo la sentenza dell’Alta Corte sui risarcimenti, e anche il presidente dell’Inps Boeri ha chiaramente detto che piani di quota 100, a 62 anni con 35 anni di contributi, mini pensione, nonostante le penalizzazioni applicate, risulterebbero al momento troppo costosi, per cui impossibili da approvare. E ha rimandato tutto alla prossima Manovra Finanziaria.

Per recuperare risorse economiche necessarie l’unica strada da percorrere è quella di interventi negativi e drastici di taglio alle spese per l’assistenza, revisione di baby pensioni, pensioni di invalidità, reversibilità, guerra, cumulo, e ricalcolo contributivo che, però, secondo Renzi, per non far venire meno i consensi del popolo, dovrebbero essere controbilanciati da decisioni capaci comunque di soddisfare l’elettorato delle pensioni.

E il premier potrebbe pensare al compromesso minimo di estensione del contributivo donna. Tutto, però, è ancora da vedere nell’attesa della sentenza dell’Alta Corte sulla legittimità costituzionale del blocco della contrattazione nel pubblico impiego, che se approvata davvero potrebbe costare tanto da bloccare per lungo tempo qualunque ipotesi di intervento sulle pensioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il