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Pensioni anticipate ultime notizie questa settimana: il punto della situazione. Tutto sembra complicarsi e rimanere fermo

Quali orizzonti per la riforma pensioni? Che direzione ha preso il dibattito? Si resta in attesa del piano di Tito Boeri, presidente dell'Inps.




Quali novità e ultime notizie sulla riforma pensioni nella settimana appena trascorsa? In attesa che presento il suo piano organico di riforma, Tito Boeri, presidente dell'Inps, ha rifilato un triplo no, all'applicazione di quota 100 ovvero la somma fra età anagrafica ed età contributiva da raggiungere per andare in pensione, alla staffetta generazionale per legge e all'introduzione di una penalizzazione massima dell'8% per chi si ritira prima. A suo dire, la strada del cambiamento potrebbe passare dal ricalcolo dell'assegno per tutti sulla base dei contributi versati. Il rischio è che si faccia una riforma al ribasso, solo su alcuni punti minimi, anche per via della ristrettezze economiche dal Paese.

A tale proposito, appare interessante mettere in rilievo gli aggiornamenti che arrivano dall'Europa, soprattuto alla luce delle ben note resistenze di Bruxelles a cambiare l'attuale impianto previdenziale. Da una parte ci sono i presidenti della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, del Consiglio europeo, Donald Tusk, e dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, secondo cui le riforme sono subordinate all'equilibrio dei conti pubblici. Dall'altra i rappresentati dei Ministeri degli Esteri di Slovacchia (Miroslav Lajcák, vicepremier e ministro Affari Esteri ed Europei), Repubblica Ceca (Lubomir Zaorálek, ministro degli Affari Esteri), Francia (Harlem Désir, segretario di Stato per gli Affari Europei), Germania (Michael Roth, ministro Federale per gli Affari Europei) e Italia (Sandro Gozi, sottosegretario di Stato agli Affari Europei) hanno messo in cima alla lista delle priorità il miglioramento del welfare nei Paesi europei.

Quella appena trascorsa è stata una settimana importante per il welfare in Italia. Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva due decisivi decreti delega del Jobs Act che avevano già svolto il proprio iter parlamentare e quindi entreranno subito in vigore. In più, c'è stato il via libera ad altri quattro decreti approvati in via preliminare. Nel dettaglio, sono stati allungati i tempi per fruire del congedo parentale facoltativo: da 3 a 6 anni e da 8 a 12 anni di età del bambino rispettivamente per quello retribuito al 30% e per quello non retribuito, la cui durata resta comunque di 6 mesi. Ridotto poi da 15 a 5 giorni il preavviso al datore di lavoro e prevista anche la possibilità di trasformare il congedo parentale in part time al 50%.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il