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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: privilegi aumentano con leggi nuove seppur quota 100, mini pensione ferme

Ancora bloccati tutti gli interventi al vaglio per modificare l’attuale legge pensionistica mentre i conti continuano a peggiorare e tanti sono gli squilibri: ultime notizie




Con le diverse riforme avviate dal premier Renzi, l’Italia sembra essere stata lanciata su un percorso di rinnovamento che se sembra proseguire per riforma del Lavoro, riforma elettorale, della Scuola e della Giustizia, sembra invece andare decisamente a rilento sulla riforma pensioni. Anzi, tutto è ancora bloccato in merito nonostante le discussioni si protraggano da oltre un anno. Nessuna novità, infatti,ad oggi è stata approvata o confermata e la strada per arrivarci sembra ancora piuttosto lunga e complessa. Si attende ancora, infatti, quella soluzione universale per tutti annunciata dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, la scorsa estate; si attende ancora una soluzione per il pensionamento definitivo dei quota 96 della scuola; e si attendono ancora quegli aumenti alle pensioni minimi promessi da mesi ma mai arrivati.

Tutto è ancora aperto e continuano ad arrivare proposte di modifica e ad essere presentati ddl in Parlamento, ma continuano anche ad essere perpetrati gli squilibri, con iniziative per singole categorie di lavoratori, il che sembra paradossale, vista la situazione generale. si parla di novità per usuranti ed edili, per i quota 96 della scuola, contributivo donna ma i conti pubblici italiani, peggiorano e dall’ultima relazione della commissione economico-finanziaria dell’Inps, per il periodo che va dal 2014 al 2023, emerge come il sistema previdenziale italiano presenti grandissimi squilibri e come questo potrebbe incidere pesantemente sui conti dello stato nei prossimi anni.

Secondo le previsioni per i prossimi anni, i deficit Inps saranno così forti da portare non solo all’eliminazione totale dell’attivo del 2014, che ammonta a oltre 18,5 miliardi di euro, ma, in circa dieci anni, ad un passivo vicino ai 57 miliardi di euro. Cifre decisamente allarmanti che si ripercuoterebbero inevitabilmente sui conti pubblici italiani, e, di conseguenza, sulla ripresa economica, in generale. E bloccherebbero ogni possibilità di applicazione di novità pensioni, da quota 100, a mini pensione, a contributivo.

Eppure, invece che rimettere in equilibrio il sistema previdenziale, si continua a lavorare per determinate categorie di persone. Persiste, infatti, il problema della differenza creata tra erogazioni delle pensioni calcolate con sistema retributivo e quelle calcolate con sistema contributivo; e continuano le ‘ingiustizie’ dei fondi speciali ricevuti, tra gli altri, da piloti, ferrovieri ed ex dirigenti pubblici, di circa il 60% in più di quanto spetterebbe se le pensioni fossero calcolate col metodo contributivo.

A gravare sui conti anche le frodi, come l’erogazione di pensioni per falsi invalidi, che negli ultimi anni sono costati allo Stato 1,5 miliari, ma che potrebbero essere tagliati se venisse realmente approvato il decreto previdenza con le misure di tagli e revisioni di pensioni di invalidità reversibilità, guerra, baby pensioni. Dai dati resi noti, è emerso che una famiglia su tre o su quattro percepisce, indebitamente, una pensione di invalidità. Da Oristano, a Cosenza, Messina, Reggio Calabria, la percentuale di coloro che false pensioni è davvero altissima.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il