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Pensioni donne, anzianità, vecchiaia riforma Governo Renzi: conseguenze importanti su pensioni per italiani che non pagano tasse

Sono 799.000 i contribuenti che dichiarano redditi nulli o negativi ai fini del calcolo dell'Irpef. Quali conseguenza sulla riforma pensioni?




Di fronte ai dati sulle due facce dell'Italia, la prima composta dal 4,01% dei contribuenti che paga il 32,6% dell'Irpef e la seconda di oltre 10 milioni di contribuenti che versano in media 55 euro l'anno, non si può che aprire una riflessione. Anche nell'ottica della riforma pensioni, questi numeri forniti da Alberto Brambilla e Paolo Novati del Comitato tecnico scientifico di Itinerari previdenziali, suscitano alcune domande. Non è forse necessario che l'Agenzia delle Entrate e l'Inps chiamino chi da anni dichiara poco o nulla per domandare come fanno a vivere? Davvero la fotografia delle dichiarazioni dei redditi corrisponde al Paese che ha il record di case in proprietà, cellulari e auto pro capite?

Di certo, l'evasione fiscale, nell'ambito di un periodo di crisi economica come quella attuale, rende ancora più difficile immaginare ogni tipo di riforma, compresa quella delle pensioni. Stando allo studio, i primi 19.079.701 di contribuenti (il 46,56% del totale), di cui 7.187.273 pensionati, dichiarano redditi da zero a 15.000 euro e quindi vivono con un reddito medio mensile inferiore ai 600 euro. Questi primi 19.079.701 di contribuenti, a cui corrispondono 28,3 milioni di abitanti (considerando per esempio i familiari a carico), anche per via delle detrazioni pagano in media circa 300 euro l'anno di Irpef e si suppone pochissimi contributi sociali, con gravissime ripercussioni sia sull'attuale sistema pensionistico sia sulla futura coesione sociale del Paese.

Brambilla e Novati si chiedono se non sia necessario, "come peraltro accade nella maggior parte dei Paesi che spesso citiamo a sproposito quali modelli di welfare, che la nostra Agenzia delle entrate e l'Inps - che pure dispongono di tutte le informazioni e codici fiscali - procedano alla convocazione dei soggetti che dichiarano poco o nulla da molti anni per domandare come fanno a vivere. In tanti casi, vista anche la pesante crisi economica, la povertà sarebbe reale ed effettiva".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il