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Pensioni anticipate ultime notizie: leggi nuove dopo sollecito Corte dei Conti. Ritorna ipotesi decreto previdenziale

La Corte dei Conti invoca un patto sociale tra cittadini e governo: quali conseguenze per la riforma pensioni Renzi?




Per capire quale forma può assumere la riforma pensioni Renzi occorre leggere le novità e ultime notizie contenute nel Rapporto 2015 sul coordinamento della finanza pubblica della Corte dei Conti. Innanzitutto si legge come il 2014 segni "un importante passaggio per l'economia italiana: nell'ultimo trimestre sono emersi evidenti segnali di superamento della lunga recessione". Si tratta di un'iniezione di fiducia alla luce delle recenti difficoltà con il bilancio pubblico. In seconda battuta c'è un appello di rilievo: "Un duraturo controllo sulle dinamiche di spesa può ormai difficilmente prescindere da una riscrittura del patto sociale che lega i cittadini all'azione di governo e che abbia al proprio centro una riorganizzazione dei servizi di welfare".

Ecco allora che in questo patto sociale potrebbe trovare spazio quel decreto sulla previdenza di cui si parla da tempo. Cosa potrebbe contenere? Difficile a dirsi in questo momento, ma è certo che tra le ipotesi sul tavolo dei ragionamenti ci sono l'introduzione della cosiddetta quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione, il prestito previdenziale, proposto dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, con cui dare l'opportunità del ritiro agli over 55 disoccupati, il congedo a 62 anni di età con 35 anni di contributi, secondo una tabella di incentivi e penalizzazioni.

Tutte le ipotesi di cambiamento devono tenere conto delle ristrettezze economiche in cui si sta muovendo il governo. Solo di recente ha stanziato due miliardi e mezzo di euro per restituire a 3,7 milioni di persone una piccola parte della mancata rivalutazione delle pensioni a causa del blocco delle indicizzazioni deciso dall'esecutivo. Il primo agosto i pensionati riceveranno quindi una somma aggiuntiva nell'assegno. Più precisamente sarà pari a 726 euro per chi ha un reddito compreso fra tre e quattro volte il minimo dell'Inps, ovvero tra i 1.500 e i 2.000 euro lordi al mese. Dal primo settembre partirà la nuova indicizzazione: l'importo delle pensioni superiori a tre volte il minimo aumenterà di 15 euro al mese, 180 euro l'anno, recuperando l'1% dell'inflazione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il