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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: leggi a favore di singole categorie presentate. Per chi, come funzionano requisiti

Ancora nuove misure pensionistiche al vaglio ma esclusivamente per determinate categorie di lavoratori: serve però una soluzione universale per tutti. Le novità




Ancora nuove misure pensionistiche al vaglio ma esclusivamente per determinate categorie di lavoratori. Mentre le novità e ultime notizie confermano che, nonostante ostacoli e difficoltà, il governo continua a lavorare per mettere in atto cambiamenti all’attuale riforma pensioni, si lavora effettivamente ma solo e ancora per singole persone, continuando a commettere gli stessi errori compiuti finora.

L’obiettivo è quello di una soluzione universale per tutti, eppure è stato presentato un nuovo disegno di legge promosso dalla Lega Nord che vuole estendere le tutele previdenziali ai lavoratori che avevano 15 anni di contributi prima del 1992. Il provvedimento interesserebbe le lavoratrici quindicenni, cioè coloro che hanno versato quindici anni di contributi entro il 31 dicembre 1992, le autorizzate ai volontari prima del 1992, le lavoratrici impiegate in attività fortemente discontinue.

Altra richiesta avanzata è quella che riguarda l’estensione dei diritti dei lavoratori usuranti, con particolare attenzione per i lavoratori edili. Altre richieste specifiche interesano i quota 96 della Scuola. Sel e M5S hanno infatti presentato ben sette emendamenti al ddl sulla Buona Scuola con la richiesta di una soluzione definitiva per il pensionamento ai 4mila lavoratori della scuola, tra docenti e personale Ata, bloccati ancora a lavoro. Gli emendamenti chiedono al governo di permettere a questi lavoratori che hanno maturato i propri requisiti entro l’anno 2011-2012 con le vecchi regole previdenziali.

E poi c’è il comparto dei lavoratori della P.A. In questo caso resta sempre il principio, su cui sperano in tanti, che eventuali novità per i lavoratori statali possano poi essere estesi anche ai privati in modo da evitare discriminazioni.

E con la ripresa della discussione sulla riforma della P.A. si potrebbe tornare a parlare di staffetta generazionale a passaggio al part time. Il lavoratore avrebbe la possibilità di ridurre il suo orario di lavoro, percepirebbe, conseguentemente, uno stipendio ridotto, ma i contributi che continuerebbero ad essere regolarmente pagati dall’azienda fino al normale raggiungimento della pensione finale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il