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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: continuano dibattiti e iniziativi per interventi e modifiche legge attuale

Nonostante tutto sia fermo, la questione previdenziale continua ad essere al centro di dibattiti e incontri: novità, ultime notizie e prossimi appuntamenti




Nonostante sia tutto fermo, nonostante vi siano opposizioni da parte di Ue e maggiori organismi europei, da Ocse ad Fmi, alla contrarietà del presidente della Bce Draghi a interventi sull’attuale riforma pensioni, la questione previdenziale continua ad essere al centro di dibattiti e incontri volti a definire soluzioni di interventi pensionistici. Si tratta di un obiettivo che il governo Renzi persegue da oltre un anno ormai ma che, come testimoniano le novità e ultime notizie, è piuttosto difficile da raggiungere. Ieri, martedì 16 giugno, le pensioni sono state al centro del tavolo del Conup, il Coordinamento nazionale unitario pensionati, pronto a protestare contro il mancato rispetto della Sentenza dell’Alta Corte sui risarcimenti ai pensionati e chiedere l’adeguamento immediato a quanto previsto.

Questione previdenziale al centro anche del dibattito ‘Il Welfare del domani’, che si è svolto domenica 14 giugno a Firenze, all’interno delle Giornate del Lavoro della Cgil. Punto focale del dibattito è stata la riflessione sulle reali condizioni dell’economia italiana e se le scelte di welfare e pensioni operate finora per garantire sostenibilità finanziaria all’Italia in crisi fossero realmente necessarie. Ciò che ne è emerso è che certamente la crisi che stiamo vivendo c’è ed è piuttosto tangibile, ma che le risorse necessarie per alcuni investimenti ci sono, non è vero che non esistono. Magari non sono tante quante se ne vorrebbero ma per mettere in pratica alcuni interventi richiesti ci sarebbero e se ne potrebbero recuperare anche di altre. Molto, dunque, dipende dalle scelte degli interventi da attuare.

E parlando in particolar modo dell’attuale riforma pensioni, Lamonica ha spiegato che è vero che da una parte essa garantisce una tenuta dei conti italiani, ma, dall’altra parte, ha fortemente irrigidito le condizioni di lavoro delle persone, costringendo, per esempio, ad “avere gli edili sulle impalcature fino a 67 anni, senza distinzione rispetto a lavori molto meno pesanti. Un mostruosità che fa a pugni con il mercato del lavoro e al tempo stesso produce una redistribuzione alla rovescia, dato che favorisce chi ha redditi alti, continuità lavorativa e può permettersi di andare in pensione più tardi, penalizzando al contrario i lavoratori più deboli”.

Ed è per sovvertire questa situazione che occorrono interventi di modifica, alcuni dei quali sono possibili, visto che eventuali risorse che occorrono potrebbero derivare da una riduzione della spesa previdenziale. Del resto, le risorse per il bonus degli 80 euro e per garantire sgravi contributivi alle imprese si sono trovati, dunque perché non impegnarsi nel recuperare risorse per cambiare i requisiti di uscita dal lavoro?

La scorsa settimana poi le pensioni sono state protagoniste dell’incontro tenutosi alla Sapienza di Roma dove è stato presentato il ‘Rapporto sullo Stato Sociale 2015’, del professor Felice Roberto Pizzuti della facoltà di Economia, e da cui è emersa, nonostante le recenti smentite del premier Renzi, la necessità come priorità assoluta dell’assegno universale, rilanciato anche dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, insieme alla necessità di ridurre quel gap generazione delle pensioni creatosi in questi anni e quell’alta disoccupazione giovanile dilagante proprio a casa delle nuove norme pensionistiche che hanno aumentato l’età pensionabile per tutti. E’ in programma, invece, domani, giovedì 18 giugno, nella sede del Gruppo Parlamentare del Pd della Camera, il dibattito organizzato da Cesare Damiano sul tema ‘La flessibilità nel sistema pensionistico’.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il