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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma: Pd, Lega, M5S, Fi risultati elettorali e conseguenze quota 100, mini pensione

Influenze degli esiti delle ultime elezioni comunali su andamento del governo Renzi: bisogna tornare a puntare su temi sociali e riforma pensioni per riconquistare consensi. Le novità




Dopo i risultati delle elezioni regionali dello scorso 31 maggio è apparso ben chiaro come, nonostante la vittoria del Pd in cinque regioni su sette, il governo Renzi stesse comunque perdendo consensi e la conferma è arrivata dagli esiti delle elezioni comunali di domenica scorsa da cui, come dimostrano le novità e ultime notizie, è emerso come il Pd abbia perso alcune delle sue più importanti roccaforti, da Venezia in primis, a Matera, Arezzo e non solo, conquistate da altri schieramenti politici, Forza Italia e Lega in testa. Ma Renzi non si abbatte ed anzi annuncia di tornare a lavorare esattamente come si era riproposto all’inizio del suo cammino da premier.  

L’obiettivo è riconquistare quel terreno perduto a favore di Lega, M5S, Forza Italia. E per farlo bisogna innanzitutto puntare sui temi sociali, a partire dalle pensioni. E’, infatti, importanti riuscire a riconquistare consensi, fiducia e quella parte di elettorato scoraggiato dalle decisioni del governo che in maniera più concreta potrebbero cambiare la vita dei cittadini. Le richieste mirano infatti a modifiche degli attuali requisiti pensionistici, cosa da cui ci si allontana sempre più nonostante continuino discussioni e dibattiti e vengano presentate nuove proposte e ddl.

La nuova fiducia accordata dagli italiani a Forza Italia, Lega e M5S è il risultato di un gioco sulle pensioni portato avanti da questi partiti che nel corso degli ultimi mesi si sono dimostrati decisamente aperti a cambiamenti sull’attuale riforma pensioni. Tante le proposte presentate, dall’aumento delle pensioni minime a mille euro (FI), ad assegno universale e prelievo sulle pensioni cosiddette d’oro (M5S), a modifiche dei requisiti per l’uscita delle donne dal lavoro (Lega), e questo mette ben in evidenza come il tema previdenziale sia attualmente quello più sentito dagli italiani.

Si continua a parlare in seno al governo di possibilità di uscite con quota 100, mini pensione, o a 62 anni con 35 annidi contributi e penalizzazioni, e di assegno universale e qualcosa dovrà evidentemente cambiare e prendere una direzione più possibilista per il rilancio del Pd di Renzi soprattutto all’indomani delle dichiarazioni del presidente dell’Inps Boeri, sostenuto dal ministro del Lavoro Poletti, che ha invece rimandato qualsiasi intervento sulle pensioni alla prossima Manovra Finanziaria. L’auspicio è che per allora non si deludano ancora una volta le aspettative dei cittadini.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il