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Pensioni anzianità, uomini, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità quota 100, mini pensione nulle, avanti leggi singole categorie

Nonostante sia tutto fermo sulle novità pensioni e rimandato alla prossima Manovra Finanziaria da tanti, si continua a lavorare per singole categorie: le ultime notizie




Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, durante la sua ultime audizione in Commissione Lavoro ha chiaramente detto che ogni piano di modifica dei requisiti pensionistici attuali deve essere rimandato, magari alla prossima Manovra Finanziaria, perché al momento è impossibile approvarli considerando gli elevati costi che comportano, nonostante le penalizzazioni previste. Prima di lui era stato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a rimandare tutto alla prossima Manovra d’autunno, tranquillizzando, però, sul fatto che il lavoro del governo si stava concentrando su novità per la riforma pensioni attuale.

Le novità e ultime notizie confermano, pertanto, che tutto è fermo su quota 1000, mini pensione, uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, così come su quell’assegno universale che sembrava certo ma ora in bilico dopo le ultime parole del premier Renzi che, da sempre sostenitore di questa misura, solo qualche giorno fa l’ha definita ‘incostituzionale’. E a questo punto ci si chiede quando, e se soprattutto, il governo abbia davvero intenzione di modificare l’attuale legge. Per tutti. Serve infatti quella soluzione universale di cui aveva già parlato il ministro Poletti l’anno scorso, ma caduta nel dimenticatoio.

E come a voler mettere a tacere polemiche nate sui continui ritardi di decisioni in merito, arrivano novità ma solo per singole categorie di lavoratori, con il rischio di incorrere nel solito errore compiuto fino ad ora, vale a dire tutelare esclusivamente determinate persone, il che crea chiaramente squilibri e discriminazioni.

Tra le novità di questi giorni, un disegno di legge della Lega che chiede di estendere le tutele pensionistiche alle lavoratrici che hanno versato quindici anni di contributi entro il 31 dicembre 1992, le autorizzate ai volontari prima del 1992, e le lavoratrici impiegate in attività fortemente discontinue; nonché la possibilità, ribadita da sempre, di permettere ai quota 96 della scuola che hanno maturato i loro requisiti pensionistici entro l’anno 2011-2012 di andare in pensione con le vecchie norme previdenziali, così com’era previsto ma non considerato nella formulazione dell’attuale legge.

Si continua, inoltre, a chiedere l’estensione dei diritti pensionistici che toccano ai lavoratori usuranti anche per gli edili, nell’attesa che si torni a discutere di staffetta generazionale e part time per i lavoratori dipendenti, nella riforma della Pubblica Amministrazione, novità che se approvata per gli statali dovrebbe essere estesa poi anche ai lavoratori privati.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il