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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità Governo Renzi: riforma, nessun passo avanti e vittoria reale da incontro sindacati e Poletti

Continuano a rivelarsi interlocutori gli incontri tra governo e organizzazioni sindacali sulla riforma pensioni. Si resta in attesa di novità.




Fino a che punto il rapporto tra governo e sindacati è decisivo nella riforma pensioni? Come raccontano novità e ultime notizie, il premier sta cercando di smarcarsi e di avere le mani più libere per intervenire nei modi e nei tempi immaginati. Di fatto, l'ultimo incontro tra il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, e le organizzazioni sindacali, si è rivelato l'ennesimo tavolo interlocutorio. Non è stato infatti raggiunta alcuna intesa e, anzi, sono in programma altri faccia a faccia nei prossimi mesi. D'altronde, stando alle intenzioni, solo con la prossima manovra finanziaria possono essere messi in conto concreti cambiamenti nel sistema della previdenza italiana.

Le proposte su cui si ragiona da tempo sono ben note da tempo. Alcune di queste sono state proposte da esponenti di governo. Lo stesso Poletti, ad esempio, si è fatto da tempo promotore del prestito previdenziale per consentire agli over 55 senza lavoro di congedarsi con un aiuto economico da restituire in piccole rate e senza interessi. C'è Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera dei deputati, che propone di aprire le porte della pensione a 62 anni di età con 35 anni di contributi versati con penalizzazione massima dell'8% in base al momento del ritiro anticipato. Si ragiona poi sull'introduzione di quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione.

C'è poi un'altra grana nei rapporti tra governo e sindacati. Con il nuovo decreto del Jobs Act per controllare computer, tablet e telefoni cellulari messi a disposizione dell'azienda non sono necessari un permesso ministeriale o un accordo sindacale. Lo stesso vale per i badge, i tesserini e gli altri strumenti che consentono alle aziende di controllare e misurare gli accessi e le presenze al lavoro dei loro dipendenti. I sindacati sono pronti a dare battaglia. Le cose cambiano quando si tratta di impianti audiovisivi e altri strumenti: in questi casi serve un accordo con Rsu e Rsa. In mancanza di una intesa è necessaria l'autorizzazione della Direzione territoriale del lavoro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il