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Pension vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità quota 100, mini pensioni con iniziative popolari e politiche

La pressione sul governo per fare la riforma pensioni è sempre più evidente, ma l'appuntamento è con la prossima manovra finanziaria.




Non si sblocca la riforma pensioni nonostante novità e ultime notizie riferiscano come la questione sia di stretta attualità fuori dai palazzi di governo e parlamento. Bastino vedere, una dopo l'altra, la protesta del Coordinamento nazionale unitario pensionati rispetto alla recenti decisioni del governo, il dibattito sul "Welfare di domani" Firenze nell'ambito delle Giornate del lavoro della Cgil e il Rapporto 2015 sulla finanza pubblica della Corte dei Conti, secondo cui è arrivato il momento della stipula di un patto sociale "che leghi i cittadini all'azione di governo e che abbia al proprio centro una riorganizzazione dei servizi welfare" per via degli "evidenti segnali di superamento della lunga recessione".

Alcune delle soluzioni prospettate per modificare le attuali regole sulla previdenza italiana sono l'applicazione della cosiddetta quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione da raggiungere per andare in pensione; l'introduzione dell'assegno universale o del prestito previdenziale per chi si trova senza lavoro e a pochi anni dal congedo. Parte di queste misure potrebbero troveranno spazio nella prossima manovra finanziaria. Se ne parlerà solo il prossimo anno nell'ambito di un ragionamento più complessivo che comprenderà anche le politiche sul lavoro e la situazione economica.

Sotto questo punto di vista, arrivano buone notizie per il governo. Nel primo quadrimestre 2015 sono aumentati, rispetto al corrispondente periodo del 2014, le assunzioni a tempo indeterminato, sono cresciuti anche i contratti a termine mentre sono diminuite le assunzioni in apprendistato (-11.685). Lo ha comunicato l'Inps spiegando che l'aumento complessivo delle nuove assunzioni è di 188.679 unità. L'incremento delle assunzioni a tempo indeterminato 2015 sul 2014 risulta superiore alla media nazionale in Friuli-Venezia Giulia (+75,3%), in Umbria (+59,4%), nelle Marche (+50,6%), nel Piemonte (+48,3%) e in Emilia-Romagna (+47,7%).

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il