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Ultime notizie pensioni Governo Renzi riforma: interventi, affermazioni Rossi, Boeri, Giacobbe, Padoan, Renzi, Rizzetto, Baci

Le nuove dichiarazioni di Maestri, Rossi, Baci, Rizzetto su pensioni e questione previdenziale: come cambiare la legge attuale? Le ultime notizie




Interventi auspicati e rilanciati da forze politiche e non solo sulla riforma pensioni. Tutti d’accordi, tra minoranza Pd, Lega, M5S, Forza Italia, Ncd, sulla necessità di cambiare norme a attuali e requisiti. Tra le novità e ultime notizie le dichiarazioni di Patrizia Maestri deputata del Partito Democratico che spiega come rilanciare interventi sull’attuale legge pensionistica possa contribuire a creare un futuro previdenziali per i più giovani. Secondo la deputata Pd, bisogna intervenire ed anche rapidamente sul sistema di calcolo delle pensioni, in modo da riportare equilibrio del sistema pensionistico, senza dimenticare le categorie di lavoratori meno tutelati, come gli addetti all’assistenza nel settore anziani e disabili.

La deputata ha chiesto al governo di evitare di applicare a queste categorie di lavoratori l’aumento dell’età pensionabile in base all’aspettativa di vita come previsto dall’attuale riforma, concentrandosi invece sulla specificità dell’attività lavorativa svolta, e anticipando l’età pensionabile della lavoratrici di questo settore. Necessità di ristabilire giustizia ed equità sociale è anche ciò che chiede Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, del Pd.

Novità e richieste arrivano anche da persone comuni, che rappresentano quegli italiani in primis colpiti da norme e conseguenze di esse. Sono tantissimi i commenti sulle diverse questioni previdenziali che si leggono sul web, tra social network, forum, siti specializzati. Tra questi spicca quello pubblicato sulla pagina Facebook del ministro del Lavoro Poletti da Anna Baci del Comitato Opzione Donna e che torna a chiedere di prorogare la possibilità di andare in pensione prima per le donne lavoratrici, cosa che si potrebbe fare in termini anche rapidi, visto che la norma esiste e facilmente potrebbe essere prorogata.

Prorogando questa possibilità si consentirebbe alle lavoratrici di andare in pensione con 35 anni di contributi e 57 anni di età (58 per le autonome), accettando però di calcolare la propria pensione interamente con il metodo contributivo, quindi accettando un assegno ridotto di almeno il 25-30%. Walter Rizzetto, deputato di Alternativa Libera e vicepresidente della Commissione Lavoro, chiede, invece, di discutere di staffetta generazionale e esodati, considerando che mentre l’Europa apre a modifiche pensionistiche in altri Paesi, da noi i requisiti restano ancora troppo rigidi. Cosa che non sostiene certamente l’occupazione giovanile e, quindi, il rilancio di competitività ed economia.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il