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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma: Boeri e il suo piano a giorni atteso su quota 100, mini pensione,assegno universale

Quali le possibili misure del piano pensioni Inps dopo ultime dichiarazioni Renzi e Boeri su novità previdenziali: le ultime notizie e possibili novità




La settimana alle porte prevede diversi importanti appuntamenti in programma e tra tutti quello più atteso è la presentazione del piano di interventi pensionistici annunciato dal presidente dell’Inps, Tito Boeri. Fino a qualche giorno fa, le misure che avrebbero dovuto essere contenute in questo piano erano quasi certe, dall’assegno universale, al ricalcolo contributivo, ai piani di prepensionamento, alle novità su ricongiunzioni onerose. Oggi, invece, le novità e ultime notizie sono piuttosto contrasti e confuse. E ci sono perplessità sulle linee di intervento che il piano Inps prevederà. I dubbi sono sorti dopo l’audizione di Boeri, lo scorso 10 giugno, in Commissione Lavoro.

In quell’occasione, infatti, il presidente Inps ha chiaramente detto no a quota 100, piano Damiano-Baretta, staffetta generazionale, spiegando che si tratta di piani che richiedono cifre elevate per un’approvazione e di cui lo Stato non dispone. E ha parlato di 8,5 miliardi necessari per l’uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, e di 10,6 miliardi di euro, fino al 2019, per la quota 100. Nessun accenno invece alla possibilità di uscita con mini pensione, ma rimandando tutto in tal senso alla prossima Manovra Finanziaria, ha chiaramente lasciato intendere che al momento il governo, e l’Inps, non hanno intenzione di modificare i requisiti necessari per andare in pensione.

Restano, dunque, tra le misure inizialmente annunciate, assegno universale, ricalcolo contributivo e proroga contributivo donna. Se per ricalcolo contributivo e contributivo donna sembra vi siano ancora speranze di approvazione, nel primo caso perché servono nuove risorse finanziarie, e nel secondo perchè è necessario sostenere almeno qualche cambiamento positivo, entrambe misure che trovano anche il consenso di Renzi, incertezze si nutrono anche sull’assegno universale.

E sono nate dalle ultime dichiarazioni del premier Renzi che sembra avere fatto un passo indietro sulla misura. Dopo averli, infatti, sostenuto per mesi e averlo definito necessario anche considerando che è già vigente in quasi tutti gli altri Paesi europei, il premier qualche giorno fa lo ha definito incostituzionale, da sostituire con piani di rilancio di occupazione e rioccupazione. E in virtù di queste parole sarà interessante capire se Boeri continuerà a perseguirlo o meno.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il