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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità Governo Renzi: riforma novità settimana confuse, incerte e negative

Si è conclusa una settimana negativa per le pensioni: crescono dubbi e incertezze. Situazione piuttosto confusa. Le novità e ultime notizie




Si è conclusa una settimana negativa per le pensioni: nonostante annunci e promesse, tutto è ancora bloccata e probabilmente lo rimarrà ancora per lungo tempo. A creare confusioni, e scontri, le novità e ultime notizie del presidente dell’Inps Tito Boeri che ha gelato governo e quanti attendevano piani di interventi sulle pensioni respingendo le proposte di riforma delle pensioni attualmente allo studio. Quota 100, uscita a 62 anni con penalizzazioni, e staffetta generazionale costerebbero troppo. Nel corso della sua ultima audizione in Commissione Lavoro della Camera, ha spiegato che entrambe le ipotesi, uscita anticipata con penalizzazioni e quota 100, implicano costi considerevoli di cui al momento lo Stato non dispone.

E stesso discorso varrebbe per la staffetta generazionale. Apre invece al contributivo donna. E se per i prepensionamenti tutto viene chiaramente rimandato, continuano ad arrivare nuove proposte ma solo per determinate categorie di lavoratori, continuando dunque sulla strada di quegli errori compiuti finora  che creano solo squilibri e discriminazioni. Le ultime novità riguardano ddl in favore dei lavoratori cosiddetti quindicenni, coloro che cioè hanno maturato i requisiti per l’accesso alla pensione prima del 1992, e per i lavoratori edili, per cui si chiede la possibilità di andare in pensione con le vecchie regole previdenziali.
 
Altre novità, sempre per specifiche categorie potrebbero derivare dalle discussioni sulla riforma della Scuola e della P.A. Entrambe prevedono infatti riferimenti e misure sulle pensioni: Sel e M5S hanno infatti presentato nuovi emendamenti al ddl della Buona Scuola per chiudere la partita dei quota 96 della scuola chiedendo la possibilità di congedo per loro con le vecchie norme pensionistiche, mentre dalla riforma della P.A. si attendono novità su staffetta generazionale e part time. In entrambi i casi, se le misure fossero approvate, cosa che a nostro parere sarà molto difficile, aprirebbero la strada a ulteriori interventi pensionistici, considerando che si tratterebbe delle prime reali correzioni alla riforma pensioni attuale.

Ma molto probabilmente così non sarà, vista la ribadita mancanza di risorse economiche, le priorità del nostro governo, oggi impegnato con la gravosa situazione del dramma dell’immigrazione, e il calo di consensi che il Pd sta registrando, come ben dimostrato dagli esiti delle ultimi elezioni regionali e comunali. Ma proprio quest’ultimo punto potrebbe rappresentare una svolta. E il premier Renzi, così come fatto già con riforma del Lavoro e legge elettorale, potrebbe andare avanti da solo per la sua strada, anche se quello che si pensava fosse un percorso già certo in realtà sta venendo meno.

Dopo, infatti, il dietrofront del presidente Boeri sui sistemi di prepensionamento, è arrivato anche il dietrofront di Renzi sull’assegno universale. Verrebbero dunque a mancare i pilastri finora messi a punto per modificare l’attuale riforma pensioni, per cui la domanda che sorge spontanea è cosa potrebbero prevedere le novità pensioni e in che misura sarebbero importanti, visto che gli obiettivi da sempre sono quelli di modificare i requisiti di accesso alla pensione, cosa che non si potrebbe fare al momento?

Intanto, si guarda con curiosità e attenzione ai prossimi giorni, quando saranno in programma appuntamenti che potrebbero essere cruciali: lunedì si terrà una nuova riunione dell’Eurogruppo alla ricerca di un accordo con la Grecia, situazione che potrebbe costare all’Italia quei 40 miliardi prestati al Paese per evitare il suo fallimento e che eventualmente farebbe tramontare ogni speranza di novità sulle pensioni, mentre il 23 giugno si attende la sentenza dell’Alta Corte sulla legittimità costituzionale del blocco della contrattazione nel pubblico impiego, altra misura che potrebbe avere un forte impatto economico (di circa 35 miliardi di euro) e che non lascerebbe più, per il momento, alcun margine di intervento previdenziale. Curiosità anche per capire quali misure conterrà il piano pensionistico Inps che entro la fine del mese Boeri dovrebbe presentare.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il