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Riforma Pensioni: nuova legge Pd-Sel basata su differenti età, contributi, requisiti in base a diversa occupazione svolta

Torna d'attualità l'ipotesi di differenziare i requisti per andare in pensione sulla base del lavoro svolto. Novità e ultime notizie.




Un cambio di prospettiva sul percorso della riforma pensioni arriva dalla proposta di Sinistre Ecologia e Libertà. L'intenzione è di calibrare i requisiti per accedere al trattamento previdenziale ovvero età anagrafica e anni di contribuzione, sulla base del lavoro svolto. In qualche modo si tratta di differenziare ancora di più le diverse occupazioni, non limitandosi al solo riconoscimento della peculiarità dei lavoratori precoci e di chi svolge attività prevalentemente usuranti.

Nella scia di questa proposta c'è la posizione di Patrizia Maestri (PD), che racconta di aver chiesto al governo "di farsi interprete di questa situazione di criticità non applicando l'aumento dell'aspettativa di vita, prevista dalle legge Fornero, in base alle specifiche caratteristiche dell'attività lavorativa svolta. Una richiesta ragionevole che mira ad anticipare l'età pensionabile della lavoratrici di questo settore e salvaguardare la qualità delle prestazioni assistenziali fornite". Resta naturalmente da capire la posizione dell'esecutivo rispetto a questa eventualità e i costi previsti per le casse dello Stato.

Per il governo la priorità è comunque il lavoro. L'Italia ha un tasso di disoccupazione superiore alla media europea (12,7% contro il 10,2%) ma soprattutto ha un tasso di attività (occupazione più disoccupazione) di quasi 10 punti inferiore. Tra i 15 e i 64 anni nel 2014 solo il 63,9% delle persone era nel mercato del lavoro, il livello più basso in Europa. La responsabilità del divario con gli altri Paesi Europei è dovuta anche al basso tasso di attività femminile, di oltre 12 punti inferiore alla media e di circa 25 punti rispetto alla Svezia. Dati peggiori se si guarda a chi ha un lavoro entro tre anni dal termine del periodo formativo avendo ottenuto solo il diploma: tra i 20 e i 34 anni la percentuale è del 36,9%.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il