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Pensioni vecchiaia, uomini, anzianità Governo Renzi: riforma, novità legge per requisiti differenziati richiesti. Accordo Pd-Sel

Modificare e definire i requisiti di pensionamento in base al lavoro svolto durante la propria vita: nuova proposta riforma pensioni da Pd. Cosa prevede e ultime notizie




Modificare e definire i requisiti di pensionamento in base al lavoro svolto durante la propria vita: tra le tante proposte presentate e volte a cambiare l’attuale riforma pensioni cambiandone, appunto, i requisiti di uscita dal lavoro, questa sembra essere quella che al momento potrebbe essere rimessa seriamente in discussione. E il motivo è piuttosto semplice, considerando che il presidente dell’Inps, Tito Boeri, sembra aver bocciato staffetta generazionale e rimandato alla Manovra Finanziaria d’autunno ogni eventuale novità per le pensioni e i requisiti di uscita. Ma le modifiche sono necessarie e, forse, modulandole su criteri oggettivi, come il lavoro che si svolge, si potrebbero attuare cambiamenti senza però andare poi a stravolgere il sistema pensionistico attuale e senza richiedere ulteriori risorse.

Non si tratta, tuttavia, di una novità. Già qualche tempo fa Sel aveva, infatti, presentato una richiesta di pensionamento in base ad età anagrafica e contributi versati in base all’occupazione svolta e definendo nuove tabelle per ciascun lavoro da considerare per la definizione dei necessari contributi pensionistici da maturare. Considerando infatti che ogni lavoro è diverso dall’altro, è chiaramente facilmente immaginabile che raggiungere gli stessi requisiti attuali per operai e manager o insegnanti, per esempio, rappresenta una difficoltà.

Ed è quindi evidente l’esigenza di una differenziazione che sembra sempre più urgente. A rafforzare la proposta di Sel, qualche giorno fa, è arrivata la richiesta della deputata Pd Patrizia Maestri. Da sempre dalla parte di necessari interventi sulle pensioni attuali, volti soprattutto a ristabilire equilibrio e sostenibilità del sistema previdenziale di oggi, la Maestri oggi punta l’attenzione su determinate fasce di lavoratori, coloro che sono stati maggiormente penalizzati dalle norme in vigore.

E non solo usuranti, ma anche gli addetti all'assistenza nel settore anziani e disabili: pensando innanzitutto a loro, la Maestri ha chiesto al governo di non calcolare l’aumento dell’età pensionabile in base all’aspettativa di vita come previsto dall’attuale riforma pensioni, ed anzi dare la possibilità alle lavoratrici di questo settore di anticiparne l’età. Stabilire i requisiti di accesso ai trattamenti previdenziali finali potrebbe diventare una giusta direzione verso cui orientare il lavoro del governo al momento, nell’attesa di definire una soluzione universale per tutti.

In tal caso, secondo quanto annunciato ad oggi, bisognerà aspettare la Manovra d’autunno ma non è detto. E’ possibile, infatti, che se le condizioni economiche di Italia non miglioreranno ancora e in maniera costante, esattamente come accaduto l’anno scorso, tutto potrebbe ancora slittare. E le promesse fatte finora finire in una bolla di sapone.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il