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Ultime notizie pensioni piano Boeri, INPS, sblocco stipendi sentenza statali contratti, riforma PA, occupazione oggi martedì 22/06

A breve il piano di Boeri sulla riforma pensioni mentre si teme per il futuro di Ue e Grecia: le novità e ultime notizie oggi martedì 23 Giugno 2015




Si attende a giorni la presentazione del piano riforma pensioni Inps che Boeri si prepara a spiegare anche se c’è molta incertezze sulle misure che esso potrebbe contenere; è attesa per il 23 giugno la sentenza sullo sblocco della contrattazione nel pubblico impiego, mentre si teme per il futuro della Grecia e, in generale, dell’Ue. Vediamo le ulime notizie  e novità ad oggimartedì 23 Giugno 2015

Pensioni: E’ attesa questa settimana la presentazione del piano pensioni Inps annunciato dal presidente Tito Boeri. Fino a qualche giorno fa, le misure che avrebbero dovuto essere contenute in questo piano erano quasi certe, dall’assegno universale, al ricalcolo contributivo, ai piani di prepensionamento, alle novità su ricongiunzioni onerose. Ma dopo l’audizione di Boeri, lo scorso 10 giugno, in Commissione Lavoro e le ultime dichiarazioni del premier Renzi tutto è molto incerto oggi. Il presidente Inps ha chiaramente detto no a quota 100, piano Damiano-Baretta, staffetta generazionale, spiegando che si tratta di piani che richiedono cifre elevate per un’approvazione e di cui lo Stato non dispone. E ha parlato di 8,5 miliardi necessari per l’uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, e di 10,6 miliardi di euro, fino al 2019, per la quota 100. Il premier Renzi, invece, ha fatto un passo indietro sull’assegno universale e dopo averlo sostenuto per mesi e averlo definito necessario anche considerando che è già vigente in quasi tutti gli altri Paesi europei, il premier qualche giorno fa lo ha definito incostituzionale. Incertezza, dunque, anche sulla presentazione dell’assegno universale nel piano Inps. Dovrebbero, invece, essere confermati ricalcolo contributivo e proroga contributivo donna.

Riforma sblocco contratti stipendi P.A.: E’ attesa per il 23 giugno la sentenza della Corte Costituzionale sulla legittimità costituzionale del blocco della contrattazione nel pubblico impiego. L’impatto economico della misura, se passasse, costerebbe circa 35 miliardi. La cifra è stata resa nota dall’Avvocatura generale dello Stato, che ha anche calcolato la spesa futura, prevedendo un effetto strutturale di circa 13 miliardi annui. Secondo l’Avvocatura, il blocco della contrattazione nella P.A. risponde a finalità, “riconducili a due principi di rango costituzionale: il primo sta nella razionalizzazione e nel contenimento della spesa pubblica non solo in relazione all’attuale fase di crisi economica-finanziaria, ma in termini strutturali così da evitare squilibri di bilancio; il secondo invece riguarda la garanzia di un contributo equamente distribuito di «tutte le componenti dell’apparato pubblico”.

Fallimento Grecia: Si teme per il fallimento della Grecia e la sua uscita dall’euro. Dopo i continui fallimenti dei negoziati tra Grecia e Troika (BCE, FMI e Commissione Europea), in caso di default per la Grecia si prospetterebbe una nuova vita decisamente 'pesante e nera'. Ma non solo per lei: stessa sorte toccherebbe all'intera Unione europea perché sarebbe l’inizio di un effetto domino che potrebbe provocare la fine dell’Unione stessa, travolgendo tutto e tutti. E per evitare questo scenario catastrofico, domani, lunedì 22 giugno, è in programma una nuova riunione dell’Eurogruppo alla ricerca di un accordo che salvi la Grecia dal fallimento, e con lei tutta l’Ue.

Riforma occupazione: Via libera agli ultimi decreti attuativi del Jobs Act che prevedono novità sul congedo parentale, con l’estensione da 3 a 6 anni e da 8 a 12 anni di età del bambino dell’arco temporale entro cui mamme e papà possono beneficiarne di quello retribuito al 30% e di quello non retribuito; nuove tipologie contrattuali e la fine dei co.co.pro dal 2016; semplificazioni per le procedure; l’istituzione dell’Agenzia dell’ispettorato del lavoro e dell’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro. Tra le misure più importanti, le novità sulla cassa integrazione: è stato definito un nuovo tetto per la durata massima della cassa integrazione, di 24 mesi ma in un quinquennio mobile, con contributi proporzionati all’utilizzo della cig, quindi più alti per le imprese che la usano di più, insieme ad una riduzione per tutte dell’aliquota ordinaria versata mensilmente. Previsto, poi, un premio per le imprese che ricorrono alla solidarietà; e l’estensione, con un contributo specifico, della cassa anche alle Pmi (oltre 5 dipendenti), finora tutelate attraverso la cassa in deroga a carico della fiscalità generale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il