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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: contrari a cambiare legge attuale in aumento. Chi sono e per quali ragioni

Prima tutti d’accordo sui piani di modifica dell’attuale riforma pensioni ma ora si allarga la platea dei contrari: a sorpresa anche Renzi e Boeri. Le novità




L’unanimità di appoggio alle modifiche da attuare alla legge pensionistica attuale sembra essere svanita. E ora è scontro tra partiti politici e forze politiche che continuano a chiedere interventi e i sempre più numerosi contrari a cambiamenti pensionistici, tra autorevoli esponenti del governo e dell’Europa. Tra le novità e ultime notizie, anche le ultime posizioni del premier Renzi stesso. Ma andiamo con ordine. Il mese scorso, l’Ocse denunciava forti squilibri nel sistema del welfare italiano, sottolineando una grande diseguaglianza economica, dove il 10% più ricco della popolazione guadagnava nel 2013 undici volte di più del 10% più povero, contro il 9,6 della media Ocse.

L’Fmi, invece, incitava a miglioramenti della situazione previdenziale, ma non con modifiche e interventi sull’attuale riforma pensioni, continuando a ribadire la sua posizione di contrarietà, sostenuta anche dal presidente della Bce Draghi. Risultato: le pensioni italiani devono, a loro dire, rimanere ancorate all’impianto attuale, anche se servirebbero miglioramenti. Il problema è come raggiungerli senza toccare l’attuale riforma. Dubbi e perplessità rimangono eppure, come ben noto, da sempre contrario a modifiche pensionistiche, il ministro dell’Economia Padoan continua a dire di lasciare la legge attuale così com’è ancora per un po’.

Si tratta, infatti, dell’unica legge che, nonostante errori e rigidità, riesce a garantire sostenibilità finanziaria al nostro Paese e che è riuscita a rendere il nostro sistema pensionistico tra i più forti d’Europa. Ad allargare la platea dei contrari alle novità pensionistiche ecco, a sorpresa, anche il premier Renzi, che qualche giorno fa ha fatto dietrofront sull’assegno universale, considerando incostituzionale; e il presidente dell’Inps, Tito Boeri, che ha ammesso l’impossibilità di approvare al momento prepensionamento con quota 100, uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, e staffetta generazionale perché troppo costosi.

Contrario ad alcune modifiche pensionistiche proposte anche il ministro del Lavoro Poletti che, pur annunciando l’impegno del governo nel voler cambiare la previdenza, da sempre non è favorevole al sistema del ricalcolo degli assegni con sistema contributivo. E’ chiaro dunque che la situazione è piuttosto confusa, tutto fermo al momento nell’attesa di compromessi e punti di incontro che, sperando soprattutto migliorino le condizioni economiche del Paese, si auspica arrivino con la prossima Manovra Finanziaria.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il