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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma: incertezza e confusione quota 100,contributivo tra Renzi,Boeri e propri consiglieri

Premier Renzi e presidente Inps Boeri fanno dietrofront su principali misure per modificare riforma pensioni attuale: le novità degli ultimi giorni




Le novità e ultime notizie sulle pensioni che si sono susseguite nel corso di questi mesi non hanno fatto altro che confermare l’intenzione del governo di voler lavorare sull’attuale riforma pensioni, puntando soprattutto a modificare i requisiti di accesso alla pensione, perseguendo l’approvazione di piani come quota 100, mini pensione, part time, uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, nonché l’introduzione dell’assegno universale. I grandi ostacoli alla realizzazione di questi piani sembravano essere unicamente tecnici del Tesoro e Ue. Ma a sorpresa sono stati gli stessi sostenitori di queste novità, presidente dell’Inps Boeri e premier Renzi, a fare un passo indietro, deludendo quanti speravano fosse finalmente arrivato il momento delle novità.

In audizione in Commissione Lavoro, lo scorso 10 giugno, il presidente dell'Inps, Tito Boeri, ha chiaramente detto che le forme di prepensionamento allo studio dell’esecutivo da mesi che permetterebbero ai lavoratori di andare in pensione prima costerebbero troppo, motivo per il quale non possono essere al momento approvati. Boeri ha precisato che il piano Damiano-Baretta, di pensione a 62 anni, con 35 anni di contributi e penalizzazioni, potrebbe costare allo Stato fino a 8,5 miliardi di euro; e il piano di quota 100, addirittura 10,6 miliardi di euro, fino al 2019.

Ha anche la staffetta generazionale, aprendo, però, al contributivo donna. Il presidente dell’Inps ha, infatti, confermato che il pensionamento anticipato a 57 anni di età e 35 di contributi può essere al momento prorogato fino alla fine del 2015, con possibilità di estensione di questo regime anche agli uomini. Anche se su quest’ultimo punto è stato molto cauto. Insieme alla bocciatura dei piani di prepensionamento, è arrivata anche quella dell’assegno universale da parte di Renzi.

Il premier infatti, lo ha definito ‘incostituzionale’, spiegando che “La questione occupazione è ai vertici di tutte le preoccupazioni, ma il compito dei politici non è quello di dare i soldi per stare a casa: dobbiamo dare l'idea di dare l’opportunità, di crearti un posto di lavoro, se uno ha voglia”. Dichiarazioni che hanno fatto tramontare uno dei principali punti programmatici di intervento del piano Renzi sulle pensioni.

L'unica cosa che appare ancora comune è l’intenzione del ricalcolo degli assegni e dei piani di interventi negativi e tagli su pensioni invalidità, reversibilità, baby pensioni, e delle agevolazioni fiscali alle famiglie, interventi appoggiati anche dal commissario della spending review Gutgeld. Tutte queste novità hanno creato in questi ultimi giorni una forte confusione in tutti i protagonisti del dibattito previdenziale così come nei diretti interessati (pensionati e lavoratori) e ciò che ne deriverà, certamente, sarà uno scontro sulla questione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il