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Pensioni ultime notizie riforma Renzi: quota 100, mini pensione, assegno universale Movimento 5 Stelle sta diventano fondamentale

Il Pd di Renzi perde consensi e fiducia, il M5S vola e crescono Lega e Forza Italia: le conseguenze sulle novità alla riforma pensioni. Ultime notizie




Il Pd di Renzi perde consensi e fiducia, il M5S vola e crescono Lega e Forza Italia. Il successo del Movimento di Grillo si è fortemente notato prima con gli esiti delle elezioni regionali dello scorso 31 maggio poi con le vittorie, soprattutto in Sicilia, delle comunali ed è chiaro, dunque, come si profili come un degno sfidante del partito di Renzi travolto, tra l’altro, dalla bufera degli scandali di Roma. Le novità e ultime notizie che riguardano l’avanzata del M5S si riflettono anche sulle possibilità di influenza che esso potrebbe avere sulla questione pensionistica.
 
Da sempre, infatti, i grillini puntano a modificare l’attuale riforma pensioni avanzano proposte di modifica. Il M5S, infatti, insieme a Sel, a parte quota 100 e mini pensione, ha presentato nuovi emendamenti al ddl Scuola di Renzi per arrivare al pensionamento definitivo con le vecchie norme pensionistiche per i 4mila lavoratori della scuola che hanno maturato i requisiti pensionistici entro l’anno 2011-2012 ma che sono rimasti bloccati a lavoro perché l’attuale riforma non ha considerato la loro specificità.

Lo stesso M5S continua a chiedere interventi per consentire un abbassamento dell’età pensionabile per tutti e porta avanti la ‘battaglia’ dell’assegno universale, proposto proprio dal Movimento di Grillo per primo. E’ stato Grillo, infatti, l’anno scorso a promuoverlo per tutti, per una cifra di circa 780 euro al mese. E insieme al M5S incalza anche quella Lega che da sempre mira alla revisione della legge pensionistica attuale e che ha avanzato tempo fa una nuova proposta di uscita con quota 100.

Se infatti il piano di Damiano prevede l’uscita a 620 anni di età con 40 di contributi, o a 61 anni con 39 di contributi e così via, purchè la somma di età anagrafica e contributiva dia come risultato 100, quello dell’onorevole Prataviera prevede l’uscita con quota 100, che prevede il raggiungimento di 35 anni di contributi o di 58 anni, che permetterebbe di scegliere di andare in pensione a 58 anni di età e 42 di contributi, a 59 anni di età e 41 di contributi, o con 35 anni di contributi e 65 anni di età, o con 36 anni di contributi e 64 di età, 37 di contributi e 63 di età, e così via.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il