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Ultime notizie pensioni anticipate: resoconti incontri questa settimana al via ieri e che proseguono oggi.

Domani è prevista la decisione sul blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici. C'è attesa anche per la presentazione del piano Boeri.




L'appuntamento più atteso sulle pensioni è la presentazione del piano Boeri. Il presidente dell'Inps ha infatti annunciato di rendere pubblico il suo pacchetto di proposte di proposte di revisione dell'attuale legge previdenziale entro la fine del mese. Non dovrebbe esserci spazio per forme di staffetta generazionale e né per l'applicazione di quota 100 (somma di anni di contribuzione ed età anagrafica) come tetto da raggiungere per andare in pensione. Potrebbe invece prevedere il suggerimento di ricalcolare tutti gli assegni in base ai contributi realmente versati.

Domani è poi il primo giorno utile per attendere la sentenza dell'Alta Corte sul blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici. Il governo vuole mettersi al riparo da una decisione sfavorevole, che potrebbe costargli fino a 35 miliardi di euro. L'esecutivo è ancora alle prese con la grande degli 11,3 milioni di pensionati, compresi nella soglia fino a tre volte il minimo, pari a 1.443 euro lordi al mese, per il quale sarebbero previsti rimborsi in seguito alla sentenza sfavorevole sullo stop all'indicizzazione. In realtà, saranno coinvolti nel meccanismo dei rimborsi solo in 3,7 milioni. Tutti gli altri sono intenzionati ad andare avanti e potrebbe iniziare una pioggia di ricorsi contro il decreto legge.

Allargando lo sguardo oltre confine, le attenzioni sono tutte per la questione Grecia e per l'esito dell'incontro di oggi con i leader europei. Fino a che punto c'è un rischio contagio? Le autorità politiche europee e la stessa Bce ripetono che la situazione attuale è molto diversa da quella del 2012, quando si temeva che un precipitare della crisi greca avrebbe portato con sé un effetto a catena in altri Paesi periferici, a iniziare da Spagna e Italia. Rispetto ad allora, esiste una struttura europea consolidata per la stabilizzazione delle crisi finanziarie; inoltre è scesa in campo la Banca centrale europea con il suo massiccio programma di acquisto di titoli di Stato. Tutto ciò dovrebbe contro bilanciare l'effetto dei timori e della speculazione. È anche vero, però, che lo scenario di un default greco non controllato e ancora di più di un'uscita dall'euro sarebbe un fatto nuovo e dunque pieno di incertezze.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il