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Riforma pensioni: nuovo affermazioni Renzi su pensioni che contraddicono se stesso e vanno parzialmente contro Boeri

E’ scontro sull’assegno universale dopo le ultime dichiarazioni del premier Renzi e si pensa a cosa fare: proposte e ultime notizie




E' ormai da tempo che si parla della possibilità di istituire anche in Italia quell'assegno universale a sostegno delle famiglie in difficoltà già esistente nella maggior parte degli altri Paesei europei. Ed è da tempo che ci si chiede cosa e quando il governo Renzi abbia intenzione di fare a questo scopo. Si tratta, tuttavia di una domanda che non ha ancora una risposta specifica, considerando che, se fino a qualche giorno si trattava di una misura ormai certa, pronta ad essere presentata al governo entro fine mese, e appoggiata anche dall'Ue, oggi invece tutto è tornato in discussione.

E il motivo di questa rinnovata incertezza è l'ultima posizione del premier Renzi: solo pochi giorni fa, infatti, ha considerato l'assegno universale incostituzionale, facendo capire che è preferibile pianificare piani di ricollocazione lavorativa per coloro che restano senza pensione e non possono andare ancora in pensione piuttosto che erogare soldi per non far nulla a casa. Ma negli altri Paesi in cui l’assegno è in vigore, da Germania, a Svezia, a Francia, Gran Bretagna, Danimarca rappresenta una forma di sostegno per  tutti coloro che non guadagnano una cifra mensile al di sopra di una soglia ritenuta di sussistenza.

Ed è da questo primo passo del premier Renzi che nasce confusione sul piano che il presidente dell’Inps Boeri dovrebbe presentare entro fine mese: l’assegno universale infatti rappresentava uno degli interventi più certi che ora però così tanto certo non è più, anche se sono in tanti a sostenerne la necessità. Il M5S, infatti, ha presentato, già tempo fa, un disegno di legge sull’assegno universale, definendo per beneficiari cittadini italiani, comunitari o provenienti da un Paese che ha firmato un trattato con l’Italia per garantire diritti sulla sicurezza sociale.

Dovrebbe valere, così come gli altri Paesi dove vige, per chi è disoccupato e con un reddito di lavoro inferiore alla soglia di povertà o percepire una pensione inferiore alla soglia di povertà, cioè 780 euro mensili. La proposta di assegno universale presentata da Sel ha previsto, invece, un  reddito di 600 euro al mese a tutte le persone inoccupate, disoccupate e precarie con un reddito annuale inferiore a 7.200 euro. Nell’attesa che si capisca cosa il governo ha realmente intenzione di fare a riguardo, alcune Regioni hanno iniziato a muoversi in piena autonomia in tal senso, e, per esempio, il governatore della Lombardia Maroni ha già annunciato che entro la fine dell’assegno potrebbe essere istituito per coloro che vivono nella regione da oltre 5 anni.
 

Il problema è che insieme all'assegno universale, Renzi ha lasciato intendere, come già da tempo accade del resto, di non essere certo dell'efficacia dei piani di uscita con quota 100 o mini pensione, volti ad abbassare i requisiti necessari per l'accesso ai trattamenti pensionistici finali. Il timore di tutti p che le promesse e gli annunci finora fatti dal premier Renzi (di nuovo) così come da Boeri, l'unico che finora era riuscito a conquitarsi affidabilità e fiducia considerando che ad oggi è sempre stato l'unico ad annunciare novità e metterle poi in pratica, come accaduto con l'avvio dell'operazione traspearenza e de La mia pensione, possano rimanere, per l'ennesima volta, solo parole, guardando alla Manovra d'autunno come prossimo importante appuntamento che potrebbe sbloccare la questione pensioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il