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Pensioni novità riforma vecchiaia, uomini e donne: Renzi smentisce se stesso e Boeri per quota 100, assegno universale, prestito

Il premier Renzi torna a parlare di legge pensionistica ma fa un passo indietro sull’introduzione dell’assegno universale: quali allora le prossime misure al vaglio?




Sin dall’inizio del suo governo, il premier Renzi ha sempre dichiarato che tra gli obiettivi del suo lavoro ci sarebbe stata la modifica dell’attuale legge pensionistica. Da sempre, infatti, sostiene la necessità di intervenire per renderla più ‘morbida’, senza tuttavia stravolgere quell’impianto capace di garantire sostenibilità finanziaria all’Italia in crisi e gli 80 miliardi di euro di risparmio fino al 2021. Nel corso di questo anno di mezzo di governo tra le novità e ultime notizie si sono susseguite proposte, dichiarazioni, annunci e promesse che al momento sono rimaste unicamente parole. E il timore è che si possa proseguire su questa strada ancora per molto.

E gli avvenimenti e le dichiarazioni della scorsa settimana confermano questo timore: il premier Renzi, infatti, lo stesso che l’anno scorso di questi tempi aveva annunciato l’estensione del bonus di 80 euro anche ai pensionati, cosa ovviamente mai arrivata, ha fatto dietrofront anche su un’altra misura che era tra i punti programmatici del suo intervento pensionistico, vale a dire l’assegno universale. Lo ha definito ‘incostituzionale’, precisando che “La questione occupazione è ai vertici di tutte le preoccupazioni, ma il compito dei politici non è quello di dare i soldi per stare a casa: dobbiamo dare l'idea di dare l’opportunità, di crearti un posto di lavoro, se uno ha voglia”.

E non sarebbe nemmeno particolarmente sui piani di uscita con quota 100 o mini pensione, ma anche questi al momento, insieme al meccanismo di prepensionamento proposto da Cesare Damiano di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, non sarebbero più in discussione. Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, al momento li considera troppo costosi da mettere in atto e ne ha prorogato la discussione alla prossima Manovra Finanziaria, sempre a patti che le condizioni economiche di Italia permetteranno di agire in tal senso.

Più probabile, invece, che si approvino prima quegli interenti negativi su baby pensioni, pensioni di invalidità, reversibilità, cumulo, ricalcolo contributivo e tagli alle agevolazioni fiscali alle famiglie, come riportato nel dossier allo studio dei commissari della spending review.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il