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Pensioni donne, anzianità, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità aumentano ancora contrari quota 100, mini pensioni

Non solo Ocse, Fmi, presidente della Bce Draghi e ministro dell’Economia: crescono coloro che sono contrari a interventi attuali sulle pensioni. Le ultime notizie




Premier Renzi e intera squadra di governo, ad eccezione del ministro dell’Economia Padoan, sono sempre stati pronti a cambiare l’attuale legge pensionistica, hanno sempre sostenuto la necessità di modificare le norme previdenziali oggi in vigore ma le tante proposte finora presentate solo rimaste solo parole. E anzi: molti di coloro che fino a qualche tempo fa sostenevano i cambiamenti alle pensionistici stanno facendo un passo indietro. Se le novità e ultime notizie hanno confermato la contrarietà di Ocse, Fmi e presidente della Bce Draghi a qualsiasi modifica pensionistica, per diversi motivi, ora il presidente dell’Inps Boeri, che da sempre si batte per cambiare le pensioni, si dice contrario all’attuale approvazioni di piani di prepensionamento come quota 100 o uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni crescenti.

Ma non solo: qualche settimana, l’Ocse denunciava forti squilibri nel sistema del welfare italiano, sottolineando una grande diseguaglianza economica; l’Fmi spingeva a miglioramenti della situazione previdenziale, ma non con modifiche e interventi sull’attuale legge pensioni, stessa posizione era quella del presidente Draghi, il ministro dell’Economia Padoan continua a dire di lasciare la legge attuale così com’è ancora per un po’, ma ora anche lo stesso premier Renzi sembra fare un passo indietro.

Lui che tra i punti programmatici del suo piano di lavoro ha sempre inserito l’assegno universale tornato a parlare della questione pensionistica qualche giorno fa lo ha ritenuto ‘incostituzionale’, spiegando chiaramente che non serve dare dei soldi a qualcuno perché resti a casa, confermando quindi i timori di quanti hanno sempre considerato l’assegno universale in negativo, quasi come un alibi per un non lavoro, ma piuttosto, secondo Renzi, serve sostenere la ricollocazione lavorativa. E così due grandi sostenitori delle modifiche pensionistiche, Boeri e Renzi, si ritrovano ora nella cosiddetta via di mezzo, non del tutto contrari a novità pensioni ma piuttosto in disaccordo sulle eventuali misure da attuare.

Al loro ‘nuovo’ orientamento, si aggiunge anche quello del ministro del Lavoro Poletti che, pur confermando l’impegno del governo nel voler modificare le pensioni, non condivide il sistema del ricalcolo degli assegni con sistema contributivo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il