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Riforma Pensioni: segnali, conferme e smentite positive e negative quota 100, assegno universale, mini pensione

Entro la fine di questo mese giugno si attendono le proposte sulle pensioni del presidente dell’Inps,Tito Boeri: quali le novità su quota 100, mini pensioni e assegno universale




Entro la fine di questo mese giugno si attendono le proposte sulle pensioni del presidente dell’Inps,Tito Boeri. E se fino a qualche giorno fa eravamo tutti convinti di conoscere le misure del suo piano, oggi è decisamente tanta l’incertezza. Molte cose, forse le più importanti, di quelle annunciate non ci saranno e viste le ultime dichiarazioni del premier Renzi sulle pensioni, ci si chiedere quali novità presenterà Boeri. Certamente archiviate al momento le ipotesi di uscita prima con quota 100 o a 62 anni di età con 35 anni ci contributi e penalizzazioni, perché troppo costosi, restano in ballo solo ricalcolo contributivo, interventi negativi e tagli su pensioni di invalidità, cumulo, reversibilità, baby pensioni, e assegno universale.

Anche su quest’ultimo punto, però, le novità e ultime notizie non promettono poi così bene: è stato infatti il premier Renzi a ritenerlo, qualche giorno, incostituzionale, e ciò significa che probabilmente ha cambiato idea sulla sua applicazione e, alla luce delle sue ultime parole, la spiegazione sarebbe abbastanza semplice. Per Renzi non è infatti importante dare a soldi a chi vive in difficoltà perché resti a casa. E’ piuttosto importante garantire una ricollocazione che permetta, anche a chi è più avanti con l’età, i cosiddetti over 55, di trovare un nuovo lavoro.

Se, dunque, quota 100, mini pensioni e assegno universale sembrano allontanarsi come possibilità di modifica imminente delle pensioni, diverso è il discorso sul ricalcolo contributivo. Nonostante in tanti se ne dicano contrari, ministro del Lavoro Poletti compreso, mentre ha aperto a questa possibilità il ministro dell’Economia Padoan, sembra che insieme agli interventi negativi, il ricalcolo degli assegni sia oggi tra gli obiettivi primari. Tra i risultati che potrebbe garantire, ristabilire equità sociale e riportare più equilibrio ne’l'attuale sistema previdenziale, nonché permettere di accumulare nuove risorse economiche, che verrebbero prelevate soltanto da coloro che percepiscono le cosiddette pensioni d’oro, da riutilizzare poi in una logica di redistribuzione tra tutti.

E se così fosse, quegli stimati 4,2 miliardi di euro potrebbero essere investiti magari per permettere a tutti di andare in pensione prima, magari con la prossima Manovra Finanziaria, così come attualmente previsto. Per applicare il sistema, si tratta di ricalcolare per tutti la pensione con il cosiddetto metodo contributivo che prevede un calcolo degli assegni in base esclusivamente ai contributi versati nel corso della propria vita lavorato riva, il che significherà ridurre le pensioni di coloro che le percepiscono, in parte, ancora calcolate con vecchio sistema retributivo.

Secondo alcune simulazioni fatte da Boeri, se un lavoratore dipendente prende una pensione tra 2 e 3 mila euro prende in media circa il 26% in più di quanto prenderebbe con il metodo contributivo; chi percepisce tra 3 e 5 mila euro lordi, il 20% in più, mentre quelli oltre 5 mila il 16% in più. Il ricalcolo di Boeri colpirebbe solo le pensioni più elevate e con aliquote crescenti, del 20% per esempio per chi percepisce tra i 2 e i 3 mila euro, del 30 sulla parte da 3 a 5 mila e del 50% oltre i 5 mila euro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il