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Pensioni anticipate ultime notizie: quota 100, mini pensioni, assegno universale.Sesta sosta continuano proposte, interventi

Non hanno ancora preso quota i piani sulla revisione delle pensioni in Italia. Per ora non c'è stato alcun via libera a riforme strutturali.




Chissà che una spinta alla riscrittura delle leggi sulle pensioni in Italia non arrivi dal piano di Tito Boeri, presidente dell'Inps. Non resta che attendere i dettagli e scoprire le reazioni del governo, continuando a sfogliare le proposte avanzate in queste settimane, come le ipotesi di pensionamento a 62 anni con 35 anni di contributi, l'introduzione dell'assegno universale, la soluzione del prestito previdenziale, l'applicazione della cosiddetta quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione.

Tuttavia, il centro dei lavori è per ora occupato dalla risoluzione di alcune posizioni specifiche. Basti vedere la proposta di legge sulle cosiddette lavoratrici quindicenni, quelle che hanno raggiunto i 15 anni di contributi entro il 31 dicembre 1992, a firma della Lega. Così come ci sono gli emendamenti al piano di riforma Buona Scuola sull'annosa vicenda dei quota 96 del mondo della scuola ovvero quei lavoratori che, nonostante il compimento di 61 anni d'età e il raggiungimento di 35 anni di contributi previsti dalla normativa di riferimento, non sono andati in pensione a causa dell'introduzione delle norme contenute nella legge attuale, che non hanno tenuto conto della peculiarità del calendario scolastico.

Le prospettive di riforma vanno inquadrate nell'ambito dello sviluppo della questione greca. Oggi i capi di Stato e di governo della zona euro si sono riuniti a Bruxelles per un summit straordinario. Al centro della discussione le misure proposte da Atene ai creditori per sbloccare nuovi aiuti e scongiurare il default. Giovedì è il giorno del Consiglio Europeo. Il 30 giugno è il giorno in cui scade il piano di aiuti concordato con i creditori: senza intesa, Atene non avrebbe i soldi per rimborsare al Fondo Monetario Internazionale la rata da 1,6 miliardi di euro. Entro il 20 luglio Atene deve rimborsare alla Bce 3,5 miliardi di euro di titoli in scadenza: se non ci riuscirà allora praticamente default, e Francoforte sarà costretta a chiudere i rubinetti alle banche.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il