BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Sentenza sblocco Consulta stipendi, contratti statali sentenza ufficiale uscita, ieri no fisco Consiglio Ministri (AGGIORNATO)

Decisione o sentenza dell Consulta oggi mercoledì 24 Giugno 2015 o nei prossimi giorni. Udienza è finita, ora ci si ritrova in Camera di Consiglio a decidere




AGGIORNAMENTO: Come avevamo annunciato stando alle ultime novitzie e novità, la sentenza della consulta ha deciso dello sblocco dei contratti e degli statali per i dipendenti pubblici ma solo per l'anno prossimo 2016 con aumenti che saranno, come sempre, probabilmente decisi nella Manovra Finanziaria di Ottobre. La Consulta nella sua sentenza ufficiale ha dichiarato che la norma del bloco dei contrati e stipendi è illegittima ma solo retroattivamente riprendendo come giustificazione l'articolo 81 della costituzione che afferma  che si "assicura l'equilibrio fra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico".

AGGIORNAMENTO: Ultime notizie e novità non ufficiali, ma che arrivano da aggiornamenti diretti in tempo reale. La Consulta, oggi in Camera di Consiglio, sarebbe orientata al blocco degli stipendi e dei contratti pe ri 5 anni corsi, ma lo sblocco e il rinnovo dei contratti degli stipendi nel 2015. Vi terremo aggiornati

AGGIORNAMENTO: Continua oggi mercoledì 24 Giugno 2015 la Camera di Consiglio iniziata ieri dalla Consulta, Corte Costituzionale per decidere sullo sblocco dei contratti  e stipendi dei dipendenti pubblici, PA, statali. Vi terremo aggiornati con novità e ultime notizie in tempo reale. Tutto bloccato per quanto riguarda, invece, le decisioni sulle deleghe fiscale del Consigliod ei Ministri del Governo Renzi probabilmente rimandate a venerdì

AGGIORNAMENTO: SI è conclusa l'udienza per lo sblocco degli stipendi e dei contratti del pubblico impiego e degli statili della PA, pubblica amministrazione oghgi martedì 23 Giugno 2015. I giudici sono entrati in Camera di Consiglio che si preannuncia lunga, tanto che conntinuaerà anche domani.

E’ attesa per oggi, martedì 23 giugno, la sentenza della Corte Costituzionale sulla legittimità del blocco della contrattazione del pubblico impiego, sentenza particolarmente attesa da tutti non solo per gli effetti che potrebbe avere ma anche per i costi che potrebbe comportare e che certamente andrebbero a influenzare eventuali altri interventi. L'Avvocatura dello Stato ha stimato che l’eventuale costo della contrattazione di livello nazionale che per il periodo 2010-2015, relativo a tutto il personale pubblico, ‘non potrebbe essere inferiore a 35 miliardi, con effetto strutturale di circa 13 miliardi annui dal 2016’. Nelle memorie depositate, infatti, l’Avvocatura generale dello Stato ha scritto che “se i contratti nazionali del pubblico impiego fossero stati rinnovati per tutti i dipendenti, durante gli anni che vanno dal 2010 al 2015, i costi non sarebbero stati inferiori a 35 miliardi di euro, prevedendo un effetto strutturale di circa 13 miliardi annui dal 2016”.

Cifre che sono state definite ‘paradossali’ dalle categorie del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil. A sollevare la questione sono stati proprio alcuni sindacati: il blocco in discussione risale al 2010, quando l’allora ministro dell’Economia Tremonti, per un immediato contenimento della spesa pubblica, aveva deciso di congelare gli stipendi dei dipendenti pubblici per il triennio 2011-2013.

Poi il governo Letta ha prorogato il blocco per tutto il 2014 e Renzi lo ha rimandato ancora fino al 31 dicembre 2015. Oggi, i giudici costituzionali ascolteranno la relatrice, Silvana Sciarra, quindi l’Avvocato dello Stato e le parti che hanno presentato il ricorso alla Consulta. Nel pomeriggio è in programma alla Camera di Consiglio ma la sentenza potrebbe arrivare solo successivamente. Il ministro della Pubblica Amministrazione Madia ritiene che la Consulta non boccerà la misura presa dal governo Berlusconi e prorogata negli anni seguenti dai governi Monti, Letta e dal medesimo governo Renzi, perché “già in precedenza la Consulta ha giudicato legittimo il blocco dei contratti pubblici in quanto limitato nel tempo”.

La Corte Costituzionale, infatti, nel 2013, ha già dichiarato legittimo il blocco per gli anni 2010-2013 e la Legge di Stabilità 2015 ha tolto il blocco al trattamento economico dei singoli dipendenti, il blocco dei fondi per la contrattazione integrativa, e il blocco delle progressioni di carriera, quindi, resta da decidere solo la proroga del blocco della contrattazione nazionale per il 2014 che interesserebbe anche il 2015.

Secondo il segretario generale della Fials, Giuseppe Carbone, “L’auspicio della Fials è che la Corte Costituzionale esprima la illegittimità del blocco contrattuale. I circa tre milioni di dipendenti pubblici attendono giustizia dalla sentenza della Corte Costituzionale poichè sono convinti che questo Governo continuerà a tenere bloccati i rinnovi contrattuali anche per il triennio 2016-2018”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il