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Pensioni anticipate ultime notizie: cosa è stato detto in Audizione Parlamento ieri mercoledì 25 Giugno 2015. Lavori proseguono

Novità e ultime notizie sulle pensioni: oggi il blocco degli stipendi degli statali finirà sotto esame dei giudici dell'Alta Corte.




AGGIORNAMENTO: Ultime notizie novità importanti oggi mercoledì 24 Giugno con due appuntamenti avvenuti come previsto. Il primo riguarda la discussione in Aula della riforma pensioni, questa volta del disegno di legge 21 maggio 2015, n. 65 con relatore Giacobbe. Non si tratta, però, di pensioni anticipate, ma di rivedere l'intero mccanimos di rivalutazione dell'attuale legge che sarà sempre più stringente dell'anno prossimo. In rraltà, oggi si doveva parlare anche di quota 100, mini pensione, assegno universale e gli altri metodi di pensione anticipata, ma non è avvenuto. Importante senteza anche dell'Alta Corte con ripercussioni comunue, importanti, sul bilancio e sulla prossima manovra finanziaria dove vi sarà meno spacio ancora per le pensioni nononostante la rivalutazione dei vecchi pontratti non sarà rivista. I motivi li abbiamo spiegati qui


 

Terminato l’esame in Commissione, il disegno di legge riprende il suo iter e  la discussione sulle linee generali è stata già oggi, 24 giugno 2015, calendarizzata in Aula alla Camera: Conversione in legge del decreto-legge 21 maggio 2015, n. 65, recante disposizioni urgenti in materia di pensioni, di ammortizzatori sociali e di garanzie TFR (C. 3134-A) Relatori: GIACOBBE, per la maggioranza; COMINARDI e SIMONETTI, di minoranza.

A seguito della conversione in legge del disegno di legge scatterà dal 1° agosto una parziale rivalutazione delle pensioni. Il disegno di legge dell’esecutivo prevede rimborsi ridotti per i pensionati a partire da quelli con redditi da pensione superiori a tre volte il minimo dopo il blocco generato dal “Salva Italia” (2011) del Governo Monti.

Potrebbe arrivare già oggi martedì 23 giugno 2015 la sentenza dell'Alta Corte sul blocco degli stipendi del pubblico impiego. Si tratta di una decisione che viene seguita con molta attenzione poiché, in caso di decisione sfavorevole, il governo si troverebbe costretto a sborsare una somma pari a circa 35 miliardi di euro. Ci sarebbero così conseguenze per l'intero percorso delle riforme, a partire da quello delle pensioni. A ogni modo, l'esito potrebbe arrivare anche nei prossimi giorni: non è affatto scontato che l'esame sulla legittimità del blocco da 5 anni dei salari degli statali si concluda nella giornata di oggi e che i giudici arrivino a una conclusione.

Di certo c'è da stare poco sereni tra eventuali rimborsi e inserimento della spesa nel Documento di economia e finanza e nel bilancio pluriennale, anche e soprattutto per una prima sentenza di condanna sulle pensioni. Nel 2011 con il Salva Italia, il governo Monti aveva sospeso il meccanismo che adeguava l'assegno previdenziale al costo della vita. Il blocco delle indicizzazioni, secondo i calcoli dell'Istat, aveva coinvolto 6 milioni di persone con pensione superiore ai 1.500 euro mensili lordi. L'adeguamento delle pensioni sarebbe costato circa 1,8 miliardi di euro per il 2012 e circa 3 miliardi di euro per il 2013. In tutto poco meno di 5 miliardi di euro che l'esecutivo ha deciso di rimborsare solo in parte.

Domani mercoledì 23 giugno 2015, la questione pensioni torna di nuovo al centro dell'attenzione della commissione Lavoro della Camera dei deputati. Nella scorsa settimana era stato audito Tito Boeri, presidente dell'Inps, che aveva frenato sulle ipotesi di pensionamento a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazione massima dell'8%, sull'introduzione della staffetta generazionale per legge e sull'applicazione della cosiddetta quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione. Troppo elevato, a suo dire, sarebbe l'impegno economico per lo Stato.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il