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Azioni, obbligazioni, BTP, spread, euro e dollaro, conti deposito: previsioni analisti se fallimento Grecia non avviene

Quali conseguenze potrebbero esserci dalla risoluzione della crisi in Grecia? Le borse delle piazze europee rivelano ottimismo e fiducia.




A oggi martedì 23 giugno 2015 l'accordo tra la Grecia e i creditori non è stato ancora raggiunto, ma dal summit dei leader europei di ieri è stato fatto trapelare ottimismo. Mancherebbe solo un altro sforzo comune per la stretta di mano. Non è un caso che la borsa di Atene e quelle delle altre piazze europee abbiano fatto registrare rialzi consistenti: le ipotesi di soluzione della crisi sono ritenute credibili. Lo stesso spread tra Btp e Bund, vero e proprio termometro dello stato dell'economia nazionale, è ora in ribasso. A beneficiarne potrebbe essere anche la moneta comunitaria. Il tasso di cambio dell'euro con il dollaro potrebbe diventare progressivamente più vantaggioso.

Secondo gli analisti di UniCredit, "in caso di soluzione immediata della questione greca, la volatilità probabilmente diminuirebbe gradualmente e l'euro continuerebbe ad apprezzarsi sulla scia di un rialzo dei rendimenti dei Bund, di un perdurante miglioramento dell'attività nell'area dell'euro e, non da ultimo, di una nuova correzione al ribasso del dollaro". In parallelo, le condizioni offerte dai conti deposito e i tassi di interesse potrebbero essere più vantaggiose per i consumatori italiani.

Al contrario, il ritorno alla dracma, effettivo o di fatto, porterebbe nell'immediato svalutazione e perdita del potere d'acquisto. Sulla carta, una moneta molto più debole potrebbe dare una spinta all'economia favorendo la competitività del Paese e le esportazioni. La Grecia non però ha un sistema produttivo in grado di sfruttare positivamente una situazione del genere e dunque i vantaggi sarebbero limitati al turismo, che però con tutta probabilità verrebbe danneggiato dalla situazione di confusione. Inoltre Atene dopo il default non potrebbe più finanziarsi emettendo debito, per un lungo periodo di tempo. Insomma lo scenario più catastrofico, default e uscita dell'euro, creerebbe certo seri problemi ai Paesi creditori ma avrebbe conseguenze difficili da prevedere per la stessa Grecia.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il