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Pensioni anticipata novità mini pensioni, prestito INPS sembra più realizzabile e preferita ora quota 100, assegno universale

Andare in pensione prima con mini pensione: la nuova proposta del Pd dopo bocciatura da Boeri di quota 100 e piano Damiano. Le novità





Concedere un anticipo pensionistico per lasciare prima il lavoro a coloro cui mancano pochi anni all’uscita: tra le novità e ultime notizie, accanto ai piani di prepensionamento con quota 100 o a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni crescenti, e alla possibile introduzione dell’assegno universale per gli over 55, anche si tratta in tutti e tre i casi di ipotesi al momento allontanate, torna in discussione la proposta di pensione anticipata con mini pensione o prestito pensionistico. Il piano era stato già proposto dall’ex ministro Giovannini prima e dal ministro attuale del Lavoro Poletti poi, rilanciato ora dal Pd, che chiede forme di ricollocazione lavorativa attraverso sgravi fiscali o, in alternativa, l'uscita prima con il piano di mini pensione per gli over 55.

Il piano del Pd partirebbe dalla ricollocazione degli over 55, attraverso gli sgravi fiscali previsti per le assunzioni, e se il lavoratore non dovesse trovare nuova occupazione, si passerebbe al prepensionamento con un anticipo sulla pensione finale, che dovrebbe avere un importo di 1.7 volte l’importo dell’assegno sociale e che dovrà essere restituito con il pagamento di rate calcolate sull’effettiva pensione percepita. La proposta del Pd sulla mini pensioni arriva proprio all’indomani delle dichiarazione ultime del presidente Boeri che ha bocciato per ora quota 100 e piano Damiano-Baretta, che costerebbero 8,5 miliardi di euro per l’uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, e 10,6 miliardi di euro, fino al 2019, per quota 100, decisamente troppo per lo Stato.

E dopo le ultime dichiarazioni del premier Renzi, che solo qualche giorno fa ha fatto un passo indietro sull’assegno universale, definendolo ‘incostituzionale’. Tra misure proposte, conferme e smentite, la discussione sulla questione previdenziale si fa sempre più confusa e diventa sempre più difficile capire quali e quando effettivamente eventuali cambiamenti all’attuale legge pensionistica potranno essere realizzati.

Di certo si sa che, qualsiasi sia il piano che si deciderà di approvare, è necessario farlo, perché cresce l’urgenza di modificare i requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici finali e cresce anche l’urgenza di permettere ai giovani di avere più opportunità di ingresso nel mondo del lavoro, processo che potrebbe essere sostenuto dal prepensionamento dei lavoratori più anziani, oggi costretti a rimanere di più a lavoro per le norme vigenti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il