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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: decreto previdenza ritorna tra opzioni preferite. Quando, per chi e come funziona

Torna in discussione il decreto previdenza e aumentano coloro che ne appoggiano le misure: le novità e ultime misure




Sul finire dello scorso 2014, il premier Renzi aveva annunciato per il nuovo 2015 un decreto previdenza e sulla povertà, che avrebbe dovuto contenere misure volte alla tutela di coloro che a causa della grave crisi economica si sono ritrovati a vivere in condizioni di forti difficoltà e volte a ristabilire equità sociale recuperando risorse economiche in un’ottica di redistribuzione più equilibrata delle stesse, ma poi l’andamento dell’economica interna ha bloccato ogni intervento in tal senso. Tra le misure che sarebbero dovute rientrare nel decreto previdenza, il salario minimo, tagli alle agevolazioni fiscali alle famiglie, come del resto previsto dal dossier al vaglio dei tecnici della spending review, terzo e quarto atto della riforma dell’occupazione. In realtà, si è preferito dare priorità ad altri interventi e il decreto previdenziale è saltato.

Prima, infatti, era stato annunciato per gennaio 2015, poi rimandato a marzo, poi slittato ancora e dopo un periodo di silenzio se ne è tornati a parlare. Le novità e ultime notizie rilanciano, infatti, sulla rimodulazione i detrazioni e agevolazioni alle famiglie e sul salario minimo e, allo stato attuale, è possibile che anche le pensioni possano rientrare nel decreto previdenza, prima o dopo la Manovra Finanziaria. Nonostante i dubbi suscitati in tanti dalle ultime dichiarazioni del premier Renzi sull’assegno universale incostituzionale, sembrano aumentare i sostenitori della necessità di mettere a punto il decreto previdenza.

Le eventuali misure da sempre da vaglio, compresi gli interventi negativi su baby pensioni e pensioni di reversibilità, cumulo, invalidità, sono appoggiate dal presidente dell’Inps Boeri e dal ministro del Lavoro Poletti, così come sono sostenute da Fmi e Ocse nell’ottica di una nuova politica di gestione del reddito. Anche il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, dice sì a queste misure.

Secondo Squinzi, infatti, diventano sempre più necessari interventi nella riforma dell'assistenza e delle politiche sociali per orientare la spesa verso chi ne ha effettivamente bisogno, e per farlo bisogna innanzitutto avviare una riflessione su ammortizzatori sociali, politiche attive, formazione e servizi del lavoro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il