BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Ultime notiie pensioni riforma Governo Renzi: quota 100, assegno universale, mini pensioni sostenuti dirigenti INPS oltre Boeri

Diversi piani di intervento sulle pensioni condivisi dai dirigenti Inps, da prepensionamenti ad assegni universale. Cosa prevedono e quali difficoltà




I dirigenti Inps, dal direttore generale Massimo Cioffi, a Galloni, membro effettivo del collegio dei sindaci dell'Inps, condividono diversi piani di interventi sulle pensioni e sostengono alcune delle misure al vaglio del presidente dell’Inps Boeri, che si prepara a preparare un piano di proposte organiche entro la fine di questo mese. Diverse le posizioni sui sistemi di quota 100, mini pensione, piano di uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, assegno universale.

Tutti d’accordo sull’uscita con quota 100 e sull’assegno universale, anche se si tratta di interventi che la momento potrebbero essere rimandati. Su quota 100 e piano Damiano-Baretta a pronunciarsi è stato lo stesso Boeri che ha dichiarato che al momento non è fattibile approvare questi meccanismi perché troppo costosi.

Con l’uscita a quota 100, invece, si potrebbe andare in pensione prima dei 66 anni e cioè a 60 anni di età e 40 di contributi, 61 anni di età e 39 di contributi, 62 anni di età e 38 di contributi e così via, purchè  età anagrafica ed età contributiva diano come risultato 100. Con il prestito pensionistico, il lavoratore potrebbe andare in pensione due o tre anni prima rispetto all’attuale soglia dei 66 anni, ricevendo un anticipo sulla pensione finale, da restituire attraverso piccole trattenute sulla pensione mensile, quando maturerà i requisiti oggi richiesti. Galloni, inoltre, appoggia, tra le altre, anche la proposta presentata da Salvini della Lega di uscita dal lavoro con 35 anni di contributi e una pensione fissa di 800 euro per 14 mensilità indipendentemente dall’età anagrafica.

Sull’assegno universale, che sembrava ormai certo, qualche perplessità è nata in questi ultimi giorni dopo le dichiarazioni del premier Renzi che lo ha definito incostituzionale, lasciando intendere di non essere più d’accordo con questa misura, cosa che ha chiaramente destabilizzato, considerando che era uno dei punti su cui da sempre punta Boeri.

Maggiori aperture, invece, alla proroga del contributivo donna che permetterebbe alle lavoratrici di lasciare il lavoro a 57 anni per le dipendenti e 58 per le autonome, con 35 anni di contributi, e una pensione ridotta, però, calcolata esclusivamente con sistema contributivo.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il