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Blocco stipendi statali, pubblico impiego aumento e rinnovo 2015-2015 dopo Consulta. Per chi, di quanto e quando inizieranno

Si attendono ancora novità e ultime notizie dalla Consulta sulla legittimità del blocco dei contratti degli statali: continua oggi la discussione




AGGIORNAMENTO:  Il rinnovo degli stipendi è stato confermato per gli statali e i dipendenti pubblici. Il problema a questo punto è di quanto sarà, per chi e come. Il Governo, infatti, tenerebbe a scaglionare i pagamenti e ricontrattare i contratti per ogni categoria. Cosa da un aumento fino al 2019 di 21 miliardi si passerebbe a 7 miliardi di euro. Ma c'è chi parla anche solo di 5 miliardi in un anno e mezzo considerano che si potrebbero ricevere pagamenti anche per i prossimi 6 mesi finali del 2015. La situazione, come si vede, è piuttosto incerta. Alcuni calcoli, parlano, di un aumento di 49 euro a testa, ma la situazione è molto confusa.

AGGIORNAMENTO: Il blocco degli stipendi è stato giudicato illegittimo della Consulta negli anni precedenti dal 2010 ad oggi, ma solo reattoattivamente perchè basato sulla norma della costituzione che  "assicura l'equilibrio fra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico". A questo punto l'aumento degli stipendi e lo sblocco dei contrati avverrà nel 2016, ma con una decisione basta nella prossima manovra finanziaria del Governo Renzi ovvero ad ottobre circa prossimo.

Nulla di fatto ieri: si attendono ancora novità e ultime notizie dalla Consulta in merito alla discussione sulla legittimità del blocco dei contratti degli statali e degli stipendi. Continua, dunque, ancora oggi la Camera di Consiglio dell’Alta Corte che deve decidere sui ricorsi contro il blocco dei contratti del pubblico impiego deciso nel 2010 dall’allora ministro dell’Economia Tremonti, poi prorogato dal governo Letta, fino al rinvio a fine 2015 confermato proprio dal governo Renzi. La questione è stata sollevata dai Tribunali di Roma e di Ravenna dopo la presentazione dei ricorsi da parte dei vari sindacati del pubblico impiego: Flp,Confedir, Fialp, Gilda-Unams, Cse, Confsal-Unsa.

Marco Carlomagno, segretario generale Flp, ha dichiarato: “Attendiamo fiduciosi la Camera di Consiglio. Serve un atto che permetta la ripresa della contrattazione, la difesa del potere d’acquisto falcidiato dal blocco, il riconoscimento della dignità del lavoro pubblico. Siamo fiduciosi che la Corte, nel solco delle decisioni di questi anni, faccia giustizia”. “Le norme sul blocco dei contratti pubblici hanno congelato gli stipendi dal 2010 e la contrattazione per quasi 6 anni: è stato un intervento non proporzionale allo scopo” ha detto, invece, l'avvocato Stefano Viti, uno dei legali di Flp e Fialp.  

Probabilmente la sentenza potrebbe slittare e arrivare oggi solo una decisione in merito alla questione. Il problema eventuale di questa sentenza, se positiva, sarebbe quello dei costi per lo Stato: secondo, infatti, quanto riportato dall’Avvocatura generale dello Stato nelle memorie,’se i contratti nazionali del pubblico impiego fossero stati rinnovati per tutti i dipendenti, durante gli anni che vanno dal 2010 al 2015, i costi non sarebbero stati inferiori a 35 miliardi di euro, prevedendo un effetto strutturale di circa 13 miliardi annui dal 2016’.

Non si tratta certo di cifre minime, considerando anche lo stato di crisi economica in cui versa l’Italia e se effettivamente dovranno essere spesi questi soldi per i dipendenti pubblici, dopo l’altra annosa questione dei risarcimenti ai pensionati, significherebbe chiudere per il governo ogni altro margine di intervento su altre questioni. Il che creerebbe decisamente malcontenti, visti quanti attendono la chiusura del caso dei quota 96 e modifiche all’attuale legge previdenziale.

Secondo il segretario generale della Fials, Giuseppe Carbone, “Per i dipendenti pubblici il rinnovo contrattuale è un diritto e la stessa Fials tenterà in tutti i modi e mezzi di far valere fino in fondo”, ma secondo il ministro della P.A. Madia, “la Corte non boccerà la misura perché ha già giudicato legittimo il blocco dei contratti pubblici in quanto limitato nel tempo”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il