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Riforma scuola: oggi giovedì voto fiducia decreto in Senato. Misure, novità, differenze regole attuali 25 Giugno 2015

Si vota domani 25 giugno sulla riforma della Scuola Renzi, per poi portare il testo alla Camera martedì prossimo per il voto definitivo: la situazione




Dopo la discussione di ieri, si vota domani, giovedì 25 giugno, sulla riforma della Scuola Renzi, per poi portare il testo alla Camera martedì prossimo per il voto definitivo. I relatori Francesca Puglisi (Pd) e Franco Conte (Api), per rendere più rapidi i tempi dell’iter della nuova legge, hanno depositato un maxi emendamento che accoglie alcune modifiche dei gruppi parlamentari di opposizione e introduce alcune novità, come l'introduzione di un membro esterno per la valutazione degli insegnanti.

Previste poi 100assunzioni dei precari entro il prossimo settembre e lo slittamento di una parte della riforma al 2016-2017. Se, però, non dovesse essere trovato un accordo sul voto delle misure previste, si profila l'ipotesi di una fiducia che potrebbe essere presentata dal governo già domani.

Per il ministro dell'Istruzione Giannini, però, “L'emendamento interamente sostitutivo presentato dai relatori è un ottimo lavoro di sintesi che accoglie alcune richieste e che contiene la fattibilità del piano delle assunzioni. Spero che il ddl vada a buon fine”. In realtà, il ‘nuovo’ testo non piace particolarmente alle opposizioni che, sostengono come, di fatto, la struttura della riforma resti comunque immutato.

Secondo la presidente del gruppo Misto-Sel Loredana De Petris e la senatrice di Sel Alessia Petraglia, nel maxiemendamento non n è stato recepito “alcunché delle nostri critiche alla riforma della scuola”. La relatrice Puglisi ha, però, risposto che il maxiemendamento “raccoglie quanto ascoltato durante le audizioni, tiene conto del dibattito svolto in commissione e raccoglie diverse richieste delle opposizioni e ci sono dei miglioramenti, come ad esempio nei criteri per la quota premiale per i docenti.

Tra le altre novità previste rispetto al testo presentato alla Camera, l'assunzione al primo settembre degli idonei del concorso del 2012 inizialmente rimandata al 2016; il nuovo concorso 2016-2019 bandito entro il primo dicembre 2015 e non più entro il primo ottobre, valido anche per chi ha più di 36 mesi di supplenze; scelta di un membro esterno con il compito di valutare i docenti. Fermo il premier Renzi: “Se la riforma della Buona Scuola non andrà in porto, ci sarà il regolare turn-over: non 100mila, ma 20-25mila assunzioni”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il