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Ultime notizie pensioni anticipate: piano Boeri sarà peggiorativo, negativo per strategia già concordata

Il piano sulle pensioni di Boeri potrebbe contenere interventi moderati per contenere la spesa previdenziale dello Stato.




Se le promesse saranno rispettate, entro la fine di questo mese di giugno, il presidente dell'Inps presenterà al governo il suo piano per riformare le pensioni in Italia. Non ci sono certezze sui suggerimenti che Tito Boeri sottoporrà all'attenzione dell'esecutivo, ma le ultime uscite pubbliche, tra cui l'audizione in commissione Lavoro alla Camera dei deputati, hanno rivelato l'allontanamento delle soluzioni della staffetta generazionale per legge e dell'applicazione di quota 100 ovvero della somma di età anagrafica e di anni di contribuzione da raggiungere per accedere al trattamento previdenziale. Alla base di questi rifiuti ci sono ragioni di tipo economico.

Già, perché nelle condizioni attuali, caratterizzati da ridotta disponibilità in cassa e bassi livelli produttivi, ogni impegno di spesa aggiuntiva rischia di pesare eccessivamente sul bilancio annuale. Ecco allora che rimangono in piedi le proposte di ricalcolo degli assegni sulla base dei contributi versati, che vede lo scetticismo di Pier Carlo Padoan, ministro dell'Economia, e di introduzione dell'assegno universale, rispetto al quale è il premier Matteo Renzi a essere contrario. E poi ci sono le misure di segno negativo, come il taglio degli assegni di invalidità e la revisione delle baby pensioni, che potrebbero essere proposti per rifiatare le casse dello Stato.

Ecco, un questa prima fase ci potrebbe essere l'intenzione di agire con moderazione per poi predisporre misure più significative solo con la prossima manovra finanziaria. Come spsiegato da Padoan, "i consumi stanno migliorando. Lo dice anche Bankitalia, la quale sostiene che il 90% dei mitici 80 euro sono stati spesi; a dimostrazione che, dal punto di vista del governo, non è stata un'inutile allocazione di risorse". E ancora: "L'Italia ha inviato una proposta all'Unione Europea per un sostegno comune alla disoccupazione. Molto Paesi non sono d'accordo. Ma l'Ue deve essere vista come una soluzione e non come il problema".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il