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Riforma scuola: fiducia decreto oggi. Assunzioni precari, stipendi premi,valutazioni insegnati,nuovo concorso requisiti assunzioni

Domani 25 giugno si vota la fiducia alla nuova riforma della Scuola: misure previste dal nuovo maxiemendamento e cosa cambia




Stabilizzazione dei 100mila precari della scuola entro il prossimo settembre, esaminatori che valuteranno l'operato dei docenti, nuovo concorso per la scuola bandito il primo dicembre e non più il primo ottobre, parte della riforma rimandata al 2016-2017: questo quanto prevede il maxiemendamento dei relatori depositato in Commissione Istruzione che dovrà essere votato con la fiducia domani, giovedì 25 giugno.

Sulla 100mila assunzioni previste, scatteranno dunque tutte dal primo settembre 2015 e coinvolgeranno i vincitori dell'ultimo concorso a posti del 2012 e gli inclusi nelle graduatorie ad esaurimento; per quanto riguarda il nuovo concorsone per la scuola, sarà per titolo ed esami, i titoli di abilitazione all'insegnamento e anzianità saranno valutati con maggior punteggio, sostenendo così i percorsi degli iscritti nelle graduatorie Tfa e Pas, di seconda fascia e terza fascia. Slitta, invece, al 2016-2017 la questione della definizione dell’organico dell'autonomia e degli albi territoriali, così come quella della chiamata diretta dei professori da parte dei presidi cosiddetti sceriffo.

Al preside toccherà anche valutare i neo immessi in ruolo, dopo aver sentito il parere del Comitato di valutazione che sarà costituito in ogni scuola. Il Comitato sarà presieduto dal dirigente scolastico e sarà composto da tre docenti, due genitori, uno studente e un genitore al superiore, e un rappresentante esterno, nominato dell'Ufficio scolastico regionale. Al via, invece, dal prossimo anno scolastico 2015-2016 il meccanismo di valorizzazione del merito degli insegnanti, cui sono destinati 200 milioni all'anno, tra premi stipendiali e disponibilità di soldi per la formazione.

Confermate poi le detrazioni fiscali per le famiglie che scelgono di iscrivere i propri figli alle scuole paritarie e la possibilità di donare finanziamenti liberali alle scuole, sia statali che paritarie. Via libera anche al tetto di 100 mila euro per le erogazioni liberali alle scuole fatte da privati o associazioni e un fondo perequativo da destinare agli istituti che ricevono meno donazioni volontarie rispetto alla media nazionale.

Francesca Puglisi, parlamentare del Pd e relatore del ddl scuola, ha precisato che il testo reso noto “raccoglie quanto abbiamo ascoltato durante le audizioni fatte qui al Senato di oltre 40 associazioni rappresentative del mondo della scuola e che tiene conto del dibattito che si è svolto in commissione. Alcuni punti rilevanti di miglioramento del testo ci sono. Per esempio viene migliorato l’equilibrio del comitato che deve stabilire i criteri per assegnare ai docenti la quota premiale”.

Ma secondo Corradino Mineo, dell’opposizione del Pd, “L'emendamento non risolve nessuna delle questioni poste. L’organico dell’autonomia dovrebbe essere l’unico a dover sottostare alle regole della mobilità e della chiamata diretta, che invece verranno estese a tutti. La faccenda premiale, i 200 milioni dati ai professori, continuano ad essere nella mani di un comitato di valutazione gestito dal preside e da un gruppo di docenti che non ha alcuna esperienza. Tutti i miglioramenti di cui parlano non li vediamo”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il