Contratti e stipendi statali PA, aumenti dopo sblocco ufficiale Consulta: importo, per chi (non tutti) quando da seconda metà 2015

La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il mancato rinnovo del contratto del pubblico impiego: conseguenze e costi. Conti Def da rifare

Contratti e stipendi statali PA, aumenti


La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il mancato rinnovo del contratto del pubblico impiego negli ultimi 6 anni ma la sentenza avrà valore nel 2016 e non vale per il passato. Il ricorso contro il blocco dei contratti era stato presentato dal sindacato Confsal-Unsa e qualora accolto in pieno avrebbe comportato un esborso per lo Stato di almeno 35 miliardi per la vacanza tra il 2010 e il 2015, con un effetto strutturale di 13 miliardi annui a partire dal 2016, secondo una memoria presentata dall’Avvocatura dello Stato che difende il governo.  La sentenza della Consulta salva i conti pubblici ma obbliga anche a riaprire la questione contratti per oltre 3 milioni di lavoratori. E a questo punto si pone il problema dei costi. E' vero che non costerà 35 miliardi di euro, ma certamente richiederà una cifra considerevole, pur non dovendo pagare gli arretrati e pur non interessando tutti, visto che varrà, come detto, dal prossimo anno.

Ma, pur essendo la sentenza valida dal prossimo anno e che non prevede la restituzione degli arretrati, il blocco della contrattazione dichiarato illegittimo  è in vigore fino alla fine dell’anno, quindi per i restanti sei mesi che mancano alla fine del 2015 gli arretrati potrebbero essere erogati e potrebbero costare circa 3-400 milioni di euro.

Vediamo di capire come potrebbe risolversi la situazione: il Def presentato qualche mese fa dal ministro dell’Economia Padoan prevede già aumenti di spesa per gli stipendi della pubblica amministrazione, dal 2016 al 2019, pari a 21,2 miliardi di euro lordi, previsioni fatte senza considerare la proroga del blocco della contrattazione che a fine anno scade. Ma il Def è stato ‘modellato’ pensando ad un’inflazione pari all’1,5%, quindi calcolando su questa base gli eventuali aumenti degli stipendi per i dipendenti pubblici e la relativa crescita della spesa,.

Ma attualmente il valore reale dell’inflazione è quasi vicino allo zero, e ciò implica la necessità di rifare i calcoli, e lo stesso ministro Padoan ha già annunciato di essere pronto a rivedere i conti del Def. Probabilmente dovremo aspettare il ritorno a lavoro del governo dopo la pausa estiva per conoscere le nuove cifre, anche perché poi eventuali interventi dovranno essere inseriti nella Manovra finanziaria d’autunno.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il