Telecom Italia: per il momento vince la posizione di Rossi, un'alleanza con la spagnola Telefonica

Ha vinto Guido Rossi alla fine, il suo piano è stato votato dal cda, anche se l'astensione dal voto di Carlo Puri Negri, Massimo Moratti e Pasquale Pistorio è molto eloquente



Ha vinto Guido Rossi alla fine, il suo piano è stato votato dal cda, anche se l'astensione dal voto di Carlo Puri Negri, Massimo Moratti e Pasquale Pistorio è molto eloquente. I primi due sono rappresentanti di Pirelli (tramite la holding Olimpia), il secondo (ex numero uno di Stm) è vicepresindente di Confindustria come Marco Tronchetti Provera. Altrettanto eloquente invece il voto positivo di Gianni Mion e di Gilberto Benetton che ha parlato di un piano "serio e prudente". Questi ultimi rappresentano la quota dei Benetton nel cda di Telecom e sono socidi Olimpia con il 20% del capitale: indirettamente hanno quindi circa il 3,3% di Telecom Italia. Alla fine hanno appoggiato il piano di Guido Rossi.

D'altro canto in campo ce n'era un altro? Un ipotetico discorso fra Marco Tronchetti Provera e il neopresidente della sua controllata Guido Rossi suonerebbe più o meno così. Tronchetti direbbe: "A me gli spagnoli di Telefonica piacciono, se entrano in Olimpia con una minoranza mi danno un bel po' di soldi e ammortizzo le perdite senza perdere il controllo di Telecom". Il "carismatico" - parola del Sole 24 Ore - professor Rossi avrebbe risposto: "Un patto in esclusiva, perché questo vogliono, ci lega troppo le mani. Rischiamo di perdere delle opportunità. Meglio fare come Marchionne che fa accordi diversi su diversi mercati. Considera che in Sudamerica siamo pure concorrenti e poi se non ho capito male non ti offrono neanche quei tre euro che vorresti tu per ogni azione di Telecom controllata da Olimpia".

Tronchetti: "Questa del Sudamerica te l'ha suggerita Bersani? Ci penserò su, per ora ti appoggio, ma voglio dividendi invariati". Guido Rossi a questo punto darebbe il suo ok e se ne andrebbe con l'impressione di chi potrebbe da un mese all’altro perdere il posto (magari alla prossima riunione dell’assemblea ad aprile).

Ma queste sono solo supposizioni. Di certo ci sono due cose. Il dividendo da 0,14 euro per ogni azine ordinaria non piaceva a Rossi ma è sul bilancio. Inoltre, anche se oggi perde quasi due punti in borsa, la compagnia non ha presentato dei conti 2006 troppo cattivi, anzi. L'utile netto a oltre tre miliardi di euro è al di sopra delle stime degli analisti così come i ricavi in crescita del 4,5% a 31,27 miliardi. Anche il debito è sceso a 37,3 miliardi di euro. Ha aiutato proprio quel Brasile in cui Telecom è concorrente di Telefonica. Certo il dividendo costerà probabilmente un downgrade del debito del gruppo di tlc e l'utile è comunque in calo rispetto al 2005. In compenso Carlo Buora ha affermato: "Nei prossimi anni la priorità finanziaria sarà procedere con il processo di deleveraging, dismettendo asset non strategici per un miliardo e riducendo i costi per mantenere l'Ebitda/debito sempre inferiore a 3. Il futuro cash flow sarà usato per investimenti sulla crescita organica, per pagare interessi, debito e tasse e remunerare gli azionisti".

L'Ebitda di Tim nel 2007 dovrebbe aggirararsi sui 350-400 milioni almeno. L'impatto netto del decreto Bersani sui ricavi dovrebbe aggirarsi sugli 800-900 milioni in meno per il 2007 e gli 1-1,1 miliardi per il 2008. Mediobanca, alleato storico di Marco Tronchetti Provera e suo socio in Telecom e in Pirelli, sta cercando qualcun altro che metta dei soldi in Olimpia e con Generali sembra sostenere ancora l'uomo Pirelli. Di certo ancora ci sono molte cose da fare e da chiarire. Int

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il